Toyota progetta veicoli intelligenti che rispondono alle emozioni

Se è il Dottor Paul Ekman insieme ad altri studiosi ad aver studiato e teorizzato da più di trent’anni le micro espressioni facciali, domani saranno le macchine stesse a saperle elaborare e a interpretarle.

La casa automobilistica Toyota sta finendo di sviluppare un dispositivo capace di reagire agli stati d’animo dei guidatori. L’automobile adotterà un comportamento correlato alle emozioni di tristezza, gioia, rabbia o neutralità del conducente.
Attraverso un piccolo occhio-video presente all’interno del veicolo lo strumento avrà la capacità di ricostruire ben 238 elementi facciali di base, identificando l’espressione e collegandola all’emozione correlata.

Lo stato d’animo del conducente influisce sulla sua capacità di guidare in maniera sicura e fattori negativi come ad esempio le distrazioni e lo stress possono mettere in una condizione di pericolo, come pure l’uso del cellulare.

Il sistema di Toyota vuole fornire un supporto per quei casi in cui si verifichi una diminuzione della concentrazione e del livello di reazione; vi siano difficoltà a reagire ad improvvisi cambiamenti nel traffico o stradali; vi sia una perdita momentanea delle abilità di guida che richiedono una certa tempistica; non venga interpretato prontamente il comportamento di altri guidatori.

La tecnologia vuole in questo modo provare a diminuire gli incidenti stradali prevenendoli, questo creerà una forma di “dipendenza” guidatore-macchina gestita dal sistema definito Attribute Dependency Technique, che fa parte di uno dei cinque Systematic Inventive Thinking che sono presenti in ogni veicolo.

Qualsiasi parte caratterizzante di un veicolo viene controllata da questi Attribute, ad esempio anche le preferenze di ogni automobilista come sedili automatici che si posizionano premendo un bottone, i programmi radio pre-programmati, tergicristalli che cambiano la velocità in base all’intensità delle precipitazioni e pneumatici che si posizionano in base alla pendenza delle curve.

Una volta che i dispositivi saranno perfezionati ed integrati la domanda è cosa potranno fare ancora a beneficio di chi è a bordo?
Tenerlo al sicuro da comportamenti di aggressività al volante potrebbe essere uno dei benefici ma, oltre ad emozioni di base, si affiancheranno anche altre a loro legate.
Ad esempio pensiamo ad un guidatore confuso che ha sbagliato strada e non ha alcun punto di riferimento per tornare indietro, ecco che l’automobile stessa provvederà attraverso il gps e strumenti wifi a ricostruire la posizione, fornendo indicazioni precise sulla destinazione, ora e giorno, tempo previsto all’arrivo, il tutto per impedire al guidatore di finire in uno stato di ansia a seguito della perdita di orientamento.

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