Tra le liberalizzazioni in arrivo anche nuove regole per le assicurazioni: scatola nera e sconti per le auto

    Gli automobilisti tengono ormai le dita incrociate, nell’ultimissima bozza sul decreto liberalizzazioni che è in dirittura d’arrivo, ci sono anche norme che comporteranno finalmente sconti sulle tariffe assicurative, in particolare per il settore rc auto. Novità ci saranno in primis per il ruolo degli agenti assicurativi plurimandatari, che dovranno proporre ai clienti le condizioni di almeno tre diverse compagnie non appartenenti allo stesso gruppo. Nel caso vi fosse reticenza da parte dell’intermediario, la polizza potrebbe essere addirittura annullata a favore dell’assicurato, e la compagnia che ha conferito l’incarico all’agente rischia una multa da parte dell’ISVAP da 50.000 a 100.000 euro.

    Ma la vera rivoluzione si preannuncia con la possibilità di montare sul proprio veicolo dei sistemi di controllo automatici, come la cosiddetta “scatola nera” che registra anche le dinamiche di un incidente, come già accade su aereoplani e navi.

    Il dispositivo in oggetto, detto “check box”, e la cui installazione sarebbe a carico della compagnia, è in grado di rilevare tutti i dati relativi a velocità del mezzo, giri del motore, marcia inserita ed accelerazione, insieme e soprattutto alla dinamica degli incidenti, dedotti da parametri quale una improvvisa forte decelerazione, l’entrata in funzione dell’Airbag e di altri dispositivi di sicurezza; una nutrita serie di “allarmi”, quindi, che culminano con la precisa registrazione degli attimi del sinistro, compresa ora, data e locazione, ottenuta grazie al Gps. Insomma un piccolo “incubo” per tutti i furbetti della truffa, vera spina nel fianco delle compagnie assicurative, nonchè facile giustificante per i loro “cartelli” dai prezzi esorbitanti, specie nelle regioni del sud. La sperimentazione con scatole nere sulle auto non è comunque alla sua prima esperienza, in quanto già nel 2007 l’Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) aveva impegnato in un progetto simile 13 compagnie, coinvolgendo complessivamente circa 17.000 utenti di diverse grandi città italiane. I risultati non erano stati particolarmente brillanti, anche perchè lo sconto ottenuto sulle tariffe era piuttosto basso, appena del 10%, e l’età dei contraenti era abbastanza alta, evitando quindi di interessare i guidatori più giovani, notoriamente più “rischiosi” e costosi per le assicurazioni.

    Resta da vedere, quindi, se il Governo Monti sarà davvero in grado di rendere il controllo elettronico una prassi comune e gradita agli automobilisti ed alle compagnie, magari insieme alla già annunciata proposta di intervenire anche sui contrassegni delle assicurazioni, rendendoli a loro volta “tecnologici” ed a prova di contraffazione. Secondo l’Aci (Automobile Club d’Italia), infatti, il fenomeno dei contrassegni falsi interesserebbe ben 3 milioni di utenti.

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