Traffico illegale di rettili: business da 25 milioni di euro in 51 paesi

    Tartarughe, serpenti, pelli di coccodrillo: quello del traffico illegale di rettili e anfibi è uno dei business più fiorenti dell’economia sommersa. Lo testimonia anche l’ultima vasta operazione internazionale che, considerando solo i mesi di settembre e ottobre, ha portato al sequestro di migliaia di specie protette per un giro d’affari di oltre 25 milioni di euro.

    L’operazione, denominata “Ramp” e coordinata dall’Interpool, è stata il frutto di un’intensa attività investigativa che ha coinvolto ben 51 Paesi, tra cui l’Italia. “Il fatto che l’Interpol coordini operazioni internazionali di questo tipo”, sottolinea il Corpo Forestale dello Stato in una nota, “indica quale sia il livello di attenzione sulla criminalità legata al traffico illecito di flora e fauna protetta, che viene ancora oggi individuato come uno dei settori più lucrosi al mondo, insieme a quello della droga e delle armi”.

    Nel corso delle indagini sono stati sequestrati numerosi animali vivi e morti, come tartarughe e serpenti, pelli di rettile (coccodrilli, alligatori, varani,ecc.) ed altri prodotti ricavati da specie protette. Sul fronte italiano, il Corpo forestale dello Stato ha effettuato in ottobre più di 1.500 controlli che hanno portato al sequestro di circa quattrocento animali vivi, soprattutto tartarughe terrestri, e di oltre duecento pelli di rettile e prodotti di pelletteria.

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