Il tribunale di Salerno ha riconosciuto lo status di rifugiato ad un ragazzo omosessuale russo in fuga dal suo paese dove per via delle leggi in vigore avrebbe rischiato il carcere.

Una disavventura iniziata nel 2014, epoca in cui Andrea aveva ancora 17 anni e per sfuggire alle discriminazioni del proprio paese decise di rifugiarsi in Italia cercando rifugio attraverso la domanda di protezione internazionale. Un tentativo non andato a buon fine visto che la commissione che si occupava di riconoscere un tale status gli aveva negato la forma di tutela richiesta, lasciandolo solo e con un problema tanto difficile da gestire.

È stato solo grazie alla decisione di impugnare la decisione e di ricorrere al tribunale di Salerno che Andrea è riuscito a raggiungere il proprio obiettivo. A distanza di tre anni, infatti, Il tribunale con giudice Mauro Trignali gli ha finalmente riconosciuto lo status di rifugiato.

Nel corso di questa avventura, fortunatamente andata a buon fine, Andrea è stato seguito dallo sportello MigraAntinoo dell’Arcigay di Napoli che, per voce dell’avvocato Mara Biancamano, ha fatto sapere di ritenere molto importante quanto avvenuto poiché “riconosce il più alto grado di protezione ad una persona omosessuale proveniente dalla Russia”.

Un’ottima notizia, a detta del segretario nazionale di ArciGay Gabriele Piazzoni, che sottolinea però la gravità della violazione dei diritti umani presente in Russia, un problema cui le istituzioni dovrebbero guardare con maggior attenzione invece di ignorarlo e permettere che storie come quella di Andrea siano ancora oggi possibili. Una situazione spinosa alla quale si aggiunge l’approvazione del decreto Minniti che riduce le richieste di asilo politico ad una forma di giustizia “inferiore” dove il richiedente non ha modo di esprimersi. Cosa che potrebbe rendere meno frequenti esisti positivi come quello riguardante Andrea.

Fonti: Immagine presa da ansa.it