“Tron: Legacy” con Jeff Bridges dopo 28 anni da “Tron”

    Ventotto anni fa stupì per i primi effetti speciali al cinema e appassionò milioni di fan con il suo universo visionario. Ora la Walt Disney Pictures ripropone sul grande schermo “Tron: Legacy”, da mercoledì 29 dicembre 2010 in 3D e dal 5 gennaio in tutti gli altri formati, sequel del film cult del 1982 in cui torna anche l’attore Jeff Bridges. Uscito a metà dicembre negli Usa, il film diretto da Joseph Kosinski porta gli spettatori in un mondo digitale mai visto prima, simile a un enorme videogame, dove brillano raggi laser e luci al neon. “Tron: Legacy” parte dalla storia di Sam, un giovane 27enne esperto di tecnologia che inizia a indagare dopo tanto tempo sulla scomparsa di suo padre Kevin Flynn (interpretato dal premio Oscar Bridges). Flynn, a capo del colosso informatico Encom, non si trova da oltre vent’anni.

    Nessuno immagina che fine abbia fatto e tutti ignorano che l’uomo non ha mai smesso di sperimentare il teletrasporto e di entrare nel mondo virtuale da lui stesso creato. Quella stessa realtà da lui progettata, lo ha però “catturato” al punto da non farlo più uscire, e solo suo figlio Sam (interpretato da Garrett Hedlund), con l’aiuto della fedele e leale amica abitante del mondo dei Tron Quorra (Olivia Wilde) è in grado di entrarvi e provare a riportarlo indietro. Tra moto luminescenti e auto da corsa che sfrecciano, dischi di luce, tutine spaziali, musica elettronica dei Daft Punk e un cammeo di Michael Sheen che ricorda un futuristico Jocker, il film scritto dagli sceneggiatori di Lost Eddie Kitsis e Adam Horowitz, più che per la storia e per il forte legame padre-figlio raccontato, si ricorderà per l’aspetto visivo e la spettacolarità cinematografica.

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