Troppo Vettel per tutti, il mondiale finisce qui

Nel Gp di Singapore, la Red Bull imbarazza tutti, Vettel incanta con la sua guida e la Ferrari perde l’ennesimo mondiale.

Io immagino Sebastian nell’abitacolo della sua Red Bull guardare lo splendido panorama di Marina Bay, scenario incantevole della Singapore “bene”, sorridere del suo dominio e compiacersi per aver letteralmente “devastato” tutti.
Questo è quello che ha fatto il “biondo” tedesco che si appresta ad abbattere tutti i record della Formula 1 antica e moderna.
Una dimostrazione di superiorità e forza assoluta, 33 vittorie in carriera, settima vittoria di stagione, la terza consecutiva, e 60 punti di vantaggio su Alonso.

L’ultima volta che ricordo una gara dove il vincitore ha dominato così di misura su tutti è stato il gran premio di Magny Cours, quando alla guida della Ferrari c’era un certo Michael Shumacher che si permise il “lusso” di 4 pit stop lasciando di stucco i suoi avversari a suon di giri da qualifica e volando in solitaria verso la vittoria.
La verità nel 2013 è che il mondiale termina qui, finito per tutti.
I fuochi d’artificio sono stati la degna cornice di questo campionato del mondo dominato da un fenomeno chiamato Vettel e da un “toro di razza” che lo esalta chiamato Red Bull.

Alonso le ha provate tutte, partenza superba, strategia degna dei bei tempi di “Ross Brawn”, nessuna sbavatura, ma il problema è che la Ferrari, che lo spagnolo guida in maniera divina e superba, non è quel violino accordato del marziano Vettel.
I miracoli in Formula 1 non esistono, esiste un gruppo di persone qualificato che deve lavorare al limite del complicato regolamento imposto dalla Fia e andare più forte degli altri. Questo non avviene oggi in Ferrari, anzi non avviene da anni, leggasi almeno quattro, e se non fosse per Fernando, porteremo a casa tutti risultati alla “Massa”.

Se Vettel merita il 10 con lode e Alonso il 10 pieno, merita zero invece Stefano Domenicali, direttore della gestione sportiva della rossa, che in diretta internazionale l’unica cosa che ha saputo dire è “speriamo che anche la macchina di Vettel si rompa come quella di Webber”.
Non ho mai sentito che la Scuderia di Maranello si appellasse a questi “bassi” auspici, la Ferrari è la storia della Formula 1, fede per tantissimi tifosi, orgoglio italiano nel mondo, il nostro fiore all’occhiello. Sono certo che se fosse ancora vivo il grande Enzo Ferrari, non avrebbe esitato neanche un istante prima di “licenziare” l’unico colpevole della debacle Ferrari degli ultimi anni.

Onore a Vettel e alla Red Bull, il primo per essere uno dei migliori piloti della Formula 1 moderna, la seconda per aver costruito un auto straordinaria capace, nelle mani di Sebastian, di suonarle a tutti.

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