Turismo, l’Italia riparte dalla BIT

Il mondo del turismo si dà appuntamento oggi alla Bit, la Borsa Internazionale del Turismo. Fino a sabato 15 febbraio, alla Fiera Milano Rho, gli operatori del settore ed il pubblico – che potrà accedere nell’ultimo giorno – conosceranno la nuove direttrici del turismo.

Proposte, eventi, pacchetti turistici: in tre giorni si girerà per il mondo per capire quali saranno le strategie proposte dai tour operator. Due le sezioni, The World, dove saranno presentate destinazioni da oltre cento Paesi, e la sezione Italy, dedicata alla promozione del nostro territorio. Al centro l’Expo 2015, che porterà a Milano milioni di visitatori facendo dell’Italia una top destination. Innegabile l’impatto dell’Esposizione Universale sulla crescita della BIT che conta quest’anno più di mille buyers specializzati con il 54% di loro che partecipa per la prima volta alla fiera.

Il turismo riparte da qui, è il caso di dirlo. E riparte da qui, soprattutto l’Italia che vive una crisi profonda sotto il profilo dell’offerta. I numeri parlano chiaro: nel 2013 (dati Eurostat), mentre in Europa c’è stata una crescita delle presenze turistiche, nel Bel Paese c’è stato un calo pari al 4,6%. La meta preferita dai turisti è la Francia che cresce dell’1,1% rispetto al 2012. Subito dopo la Spagna, con +1% e poi l’Italia. La vera sorpresa è rappresentata dalla Grecia con un+11%. E poi, i Paesi dell’Est Europa: Lettonia, Bulgaria, Slovacchia, Ungheria che guadagnano terreno rispetto alle grandi e fanno registrare una crescita in media del 5%.

Si ampliano le destinazioni, l’offerta turistica si diversifica, ma l’Italia non tiene il passo. Nonostante un invidiabile patrimonio culturale, artistico e naturale, il Bel Paese sembra stia scomparendo dietro le sue meraviglie.

La scarsa competitività a livello internazionale dei servizi offerti ai turisti risulta sicuramente il fattore principale di questo trend negativo. Il livello delle infrastrutture, il rapporto qualità prezzo hanno contribuito alla perdita del primato europeo. Ma questi sono in realtà gli effetti di una strategia turistica e promozionale che non riesce a decollare.

Forse, perché mancano gli attori, quelli che dovrebbero puntare sul Sistema Italia. Lo stesso Ministero del Turismo, che sulla carta è il primo soggetto a dover rappresentare e promuovere le nostre risorse, è stato accorpato a quello dei Beni e delle attività culturali. Proprio al Ministro Bray è arrivato accorato l’appello degli operatori del settore del turismo, in attesa dell’approvazione del decreto Valore turismo, di cui si parlerà durante la BIT.

Temono il decreto le regioni, che in chiave di decentramento, detengono poteri nel campo turistico. Scelta che, se da un lato rappresenta una sfida per i singoli territori, dall’altro evidenzia la mancanza di una direttrice unitaria. Politica, innanzitutto, poi culturale. È ora di elaborare e condividere una visione, è solo così che si gioca per competere.

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