Uccidere giraffe durante i safari: uno sport crudele e sempre più diffuso

Arrivano da diverse parti del mondo solo per avere la possibilità di farsi immortalare accanto al cadavere di una giraffa. Pagano ingenti somme di denaro, fino a 10.000 euro, per poter partecipare a dei safari molto particolari organizzati appositamente per quanti si vogliono cimentare nella caccia alla giraffa.

A finire sempre più spesso sotto i colpi di questi cacciatori sono gli esemplari più grandi e pesanti, di solito sempre di sesso maschile. Una caccia senza regole, che non tiene minimante conto del pericolo di estinzione di questi animali. Ormai la loro presenza in molte parti del mondo è solo un lontano ricordo. Qualche anno fa un gruppo di scienziati aveva dato l’allarme sul pericolo di estinzione di ben 6 specie di giraffa.

Nonostante questo, ci sono zone del mondo come lo Zimbabwe e il sud Africa in cui la caccia a questi magnifici animali è legale ed è incentivata dai risvolti economici notevolmente positivi. In luoghi come questi è possibile non solo cacciare ogni tipo di esemplare, ma portarlo via con sè come trofeo ed essere fotografati con il cadavere dell’animale appena abbattuto. Una sorta di macabro trofeo con cui essere immortalati per potersi vantare una volta ritornati a casa. Destano un certo scalpore soprattutto le immagini in cui si vedono intere famiglie, bambini compresi, in posa davanti al corpo senza vita della giraffa.

Uno “sport” che ha portato alla drastica diminuizione della popolazione di giraffe che negli ultimi 20 anni si è praticamente dimezzata. Un’attività che va bloccata al più presto per salvare questo animale che con la sua eleganza e la sua unicità ha da sempre affascinato studiosi e non.

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