Una discarica abusiva in pieno centro a Palermo

Sequestrata a Palermo, a meno di trecento metri dal centro abitato, una discarica abusiva.
Discarica non autorizzata in area urbana ed inoltre priva di qualsiasi tipo di protezione per il terreno, è questa la pesante accusa con la quale i Carabinieri stanno eseguendo alcune misure cautelari emesse dal gip del capoluogo siciliano, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Ordinanza di custodia cautelare in carcere per Salvatore Ribaudo ed il figlio Claudio, arresti domiciliari per Francesco Ginex e divieto di dimora nel comune di Palermo per Veronica Ribaudo, anche lei figlia di Salvatore. I quattro dovranno rispondere alle accuse di gestione di discarica abusiva e deposito ed abbandono incontrollato di rifiuti, pericolosi e non, tra cui amianto, mercurio ed addirittura il cadavere di un cavallo, interrati su una falda acquifera che rifornisce i pozzi dei vicini terreni agricoli.

In questa delicata operazione, chiamata “Rifiutiamoli“, è stato posto sotto sequestro il patrimonio aziendale dell’impresa individuale della famiglia Ribaudo, che opera proprio nel settore del movimento terra e il trasporto di rifiuti. Il valore complessivo di sedici mezzi di movimento terra, ammonta a circa un milione di euro.

Il procuratore aggiunto di Palermo, Leonardo Aguei, afferma “Il sequestro è stato possibile grazie ai poteri speciali dovuti al decreto sull’emergenza rifiuti. Si è giunti al rinvenimento quasi per caso, ma questa indagine apre nuovi e preoccupanti scenari inaspettati. Non abbiamo riscontri diretti ed immediati di un coinvolgimento della criminalità organizzata, ma questa tematica sarà ovviamente oggetto di approfondimento investigativo.

I Carabinieri palermitani, invece, scrivono “A Palermo, proprio come accaduto in Campania, l’impatto ambientale di una sconsiderata gestione dei rifiuti ha provocato danni devastanti. Le nostre indagini hanno infatti documentato in soli 70 giorni, 58 episodi di smaltimento di ogni tipo di materiale, sostanze più o meno pericolose selvaggiamente scaricate ed interrate sopra una falda acquifera che rifornisce i pozzi dei vicini terreni agricoli coltivati ad agrumi.

Tutti i prossimi particolari dell’operazione “Rifiutiamoli” verranno resi noti nelle eventuali conferenze stampa dell’Arma dei Carabinieri di Palermo nei prossimi giorni.

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