Una domenica all’Italiana

Destro, Gabbiadini e Sau. La meglio gioventù. Che parla finalmente la nostra lingua. È stata una domenica all’italiana, alleluia: Mattia è tornato ad essere finalmente un giocatore e ad esultare per un gol, Manolo ha dimostrato che la Juve ha fatto bene a puntare su di lui per il futuro, Marco è l’orgoglio della Sardegna di nuovo felice. Destro, Gabbiadini e Sau. Le loro prodezze non serviranno per prenotare un biglietto azzurro per il Brasile, ma il futuro è già adesso, meglio essere pronti subito per il nuovo ciclo, Prandelli o non Prandelli.

L’aria del Mondiale ha colpito soprattutto Gila e Balo, attenti a quei due. Il genoano, pronto a firmare per il Toronto (storia della prossima estate), ha segnato una rete delle sue, ma ci si è messo l’arbitro Giacomelli a bloccare il volo del Genoa. Mentre SuperMario ha ritrovato la polvere da sparo nel destro e la serenità persa per strada.

Ero a Livorno sabato, l’ho studiato da vicino. Già prima della partita, cappellino mimetico e cuffie bianche, il volto sorridente e spensierato. In campo, poi, una forza della natura. E quando gioca così, fai fatica a marcarlo. Allegri ringrazia e si augura possa ripetere lo show anche in Champions mercoledì, magari assistito dal resto della squadra. Che a casa di Max ha deluso ancora sul piano del gioco e dell’intensità. I segnali erano stati poco incoraggianti alla vigilia: rifinitura a basso ritmo e con la testa forse altrove, l’allenatore costretto a intervenire per mandare tutti negli spogliatoi prima del previsto, inutile continuare in quel modo. E al Picchi, il Milan ha confermato di non riuscire a reggere più di due, tre partite al massimo della concentrazione, questione di qualità ma anche di testa. E di preoccupanti amnesie difensive: ogni tiro subito è un gol, le marcature individuali sono deficitarie, il filtro dei centrocampisti è poco efficace. E non si può sperare sempre in Kakà, che negli ultimi anni al Real è stato impiegato poco e niente, mentre adesso non può saltarne una e la stanchezza in Toscana è apparsa evidente.

Bravo Nicola, invece: il suo Livorno mordeva l’erba e raddoppiava gli sforzi in ogni situazione, ecco perché il ds Capozucca ha fatto di tutto per convincere Spinelli a non cambiarlo dopo la sconfitta col Chievo. Anche dicendo qualche innocente bugia al suo presidente, che gli aveva chiesto di sondare altri allenatori: “Li ho sentiti pres, non se la sentono di venire, meglio se andiamo avanti con Nicola, lui sì che ci crede…”, roba da Scherzi a Parte.

Ha invece funzionato il cambio a Genova e Verona, sponda Samp e Chievo. Sinisa ha dato una vera e propria scossa alla sua nuova squadra, che adesso lotta e gioca senza paura. Genio (il primo allenatore chiamato dalla Samp per sostituire Delio Rossi) si è ripreso quello che aveva lasciato a giugno, bacchetta magica e il Chievo vince sempre senza mai prendere gol, incredibile ma vero. Appuntamento a domenica prossima, Chievo-Samp, scherzi del calendario.

Altre panchine nel mirino: Petkovic resiste, ma la pazienza di Lotito ha un limite e la Lazio è in piena crisi d’identità, mentre a Catania c’è ancora fiducia in De Canio, futuro e salvezza passeranno per il ritrovato Verona nel primo anticipo del prossimo week end.

Intanto, è già Champions. Tutto in una partita, per Conte, Allegri e Benitez. La Juve è già a Istanbul, forte del primato in campionato e di una difesa chiusa a chiave dopo quei quindici minuti di follia a Firenze. Basta il pari sia ai bianconeri che al Milan, serve l’impresa invece al Napoli deludente in campionato. Contro l’Udinese, troppi errori in fase difensiva (la qualità dei quattro dietro è chiaramente inferiore rispetto a quella dei quattro davanti) e un atteggiamento tattico poco duttile e malleabile, improduttivo soprattutto in situazioni di vantaggio. Con l’Arsenal ci sarà bisogno della partita perfetta, magari con l’aiutino del Marsiglia. Che ha cambiato allenatore e non vorrà fare brutta figura all’esordio contro il Borussia.

Piloti bravi e coraggiosi: Garcia è tornato alla vittoria, è ancora imbattuto, ha creato un gruppo prima di una squadra. Basta vedere gli abbracci tra i giocatori dopo i gol e alla fine delle partite, partecipano tutti, anche quelli che giocano poco e altrove avrebbero il muso. La Roma ha lo spirito e gli occhi della passione, Totti capitano anche quando non gioca e Destro di nuovo protagonista. La meglio avversaria della Juve.

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