Verso meno tasse sui salari

    La legge di stabilità (la vecchia legge finanziaria), già all’esame del Parlamento, e che dovrebbe esitare in poche settimane, prevede norme di impatto sull’economia.

    La norma, forse, più significativa, perchè va nel senso dell’alleggerimento delle imposte sui salari, riguarda la proroga, anche nel 2011, dell’aliquota secca al 10%, sulla parte di salario, legata alla produttività. Non solo. Si prevede di allargare la platea dei beneficiari, estendendosi tale norma fino a un reddito di 40 mila euro, dagli attuali 35 mila.

    Ciò consentirà a più lavoratori di potere usufruire di uno sconto fiscale imponente sulla quota marginale di reddito, frutto di straordinario, premi di produttività e legati alla produzione.

    Facciamo un esempio numerico. Se un lavoratore, che guadagna oggi 24 mila euro lordi, decidesse di fare gli straordinari nel 2011, per un totale di, poniamo, 2 mila euro lorde, avrebbe un risparmio di imposta di 340 euro. Quasi 30 euro al mese.

    Se un lavoratore, con reddito lordo di 30 mila euro l’anno, ricevesse un premio produttività pari a 3 mila euro lordi, cioè il 10% del proprio stipendio, otterebbe un beneficio di ben 540 euro.

    Ciò dovrebbe, inoltre, portare, in fase di contrattazione, oltre che di assunzione, a un ricorso maggiore delle imprese e dei lavoratori verso il salario di produttività e verso le forme di incentivazione, con beneficio fiscale, per i lavoratori.

    La misura dovrebbe comportare, per il 2011, a un costo per lo Stato di circa 800 milioni di euro, in termini di perdita di gettito fiscale. 

    Auspichiamo che queste misure, oltre a divenire definitive, in un futuro prossimo, siano anche strutturali, comportando un calo forte e deciso di imposte sul lavoro.

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