Verso un aumento di capitale per la BCE

    La Banca Centrale Europea, l’istituto che governa la politica monetaria e dei cambi dei Paesi dell’Eurozona, con sede a Francoforte, starebbe valutando l’ipotesi di aumentare il capitale sociale, attualmente di 5,8 miliardi, con un bilancio di circa 138 miliardi di euro.

    La necessità di un aumento di capitale nascerebbe dalle ultime operazioni della BCE, entrata sui mercati, per acquisire titoli del debito di alcuni Paesi periferici dell’Eurozona, tra cui Portogallo e, si vocifera, Spagna, la fine di impedire un eccessivo rialzo dei tassi sui loro debiti, quindi per alleviare la crescita dell’indebitamento di questi stati.

    L’operazione, però, ha già comportato perdite, nelle scorse settimane, e non si esclude che altre potranno aggiungersi, se i prezzi di mercato dei titoli acquistati dovessero scendere. A quel punto, la BCE si troverebbe in mano titoli dal valore inferiore all’acquisto, con una minusvalenza, che peserebbe sul valore patrimoniale dell’istituto di Francoforte.

    L’aumento di capitale, se avverrà, coinvolgerebbe soprattutto i Paesi dell’area Euro, che detengono il 70% delle quote, contro il 30% degli altri Paesi UE, che non adottano l’euro.

    L’entità dell’aumento non si conosce ancora; da indicrezioni, pare che si dovrebbe aggirare intorno ai 5 miliardi, con un esborso, per l’Italia, di circa 600 milioni di euro, se le voci fossero confermate.

    Non si esclude, inoltre, che l’aumento avvenga in modo diverso, ad esempio, non distribuendo utili.

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