Violentate per raggiungere l’Europa. Arrestato scafista a Lampedusa

Violentate per arrivare in Italia. Almeno 20 donne provenienti dall’Africa e sopravvissute al tragico naufragio di circa un mese fa a Lampedusa raccontano di aver subito violenza sessuale durante il periodo in cui erano tenute prigioniere in un centro di raccolta a Sheba, in Libia. Un somalo è stato arresto dalle forze dell’ordine a Lampedusa con le accuse di sequestro di persona, tratta di esseri umani, associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violenza sessuale. Con lui, fermato anche un palestinese per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Sembrerebbe che le donne, dopo aver subito violenza sessuale dal somalo, sarebbero poi state “offerte” ai miliziani libici. Che a loro volta avrebbero abusato di loro. Dai racconti delle donne emergono anche informazioni raccapriccianti sulle torture a cui pare siano state sottoposte. Si va dalle botte alle scosse elettriche alla benzina in testa prima di essere violentate. Racconta una diciottenne: “Anch’io sono stata oggetto di violenza sessuale da parte di quest’uomo e dei suoi complici – ha raccontato agli inquirenti – Infatti una sera dopo essere stata allontanata dal mio gruppo sono stata costretta con la forza dal somalo e da due suoi uomini ad andare fuori, gli stessi dopo avermi buttata a terra e successivamente bloccata alle braccia ed alla bocca mi hanno buttato in testa della benzina provocandomi un forte bruciore al cuoio capelluto, alla pelle del viso ed infine agli occhi, successivamente, non contenti i tre a turno hanno abusato di me”. Come riportato sul Messaggero.

L’arresto del somalo è un risultato importantissimo perché è una delle prime volte che si riesce a giungere ad un simile risultato, risalendo all’identità di un capo di un’organizzazione criminale transnazionale che gestisce tra il corno d’Africa, il Sahara e la Libia, imponenti flussi migratori illegali con punto di partenza il nord-Africa e come meta la Sicilia occidentale.

Simili resoconti di quello che succede alle donne che, tendenzialmente dal Corno d’Africa, partono alla volta prima del nord del continente per poi approdare in Europa, non è la prima volta che si sentono e leggono. Molte di loro, alcune anche in stato di gravidanza, hanno già trovato la forza e il coraggio di raccontare quello che succede.

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