Voto Cosentino, Lega per libertà di coscienza. PDL col fiato sospeso

    E’ prevista alle ore 12.30 la votazione della Camera sulla richiesta di arresto da parte della Procura di Napoli per Nicola Cosentino, deputato e coordinatore campano del PDL. La Giunta per la autorizzazioni a procedere ha dato parere positivo, con i voti dei due leghisti. Adesso, lo scrutinio segreto potrebbe consentire agli onorevoli dei vari partiti di votare in tutta coscienza, anche se per il PDL sarà arduo ribaltare il voto della Giunta. Il leader leghista Umberto Bossi ha dato libertà di coscienza, che è a sua volta frutto di un compromesso interno al Carroccio, visto che la corrente di Maroni era per la linea dura. “Bisogna stare tranquilli, quando si parla di arresto”, ha detto il Senatur.

    Ufficialmente, è schierato per il no all’arresto solo il PDL, mentre fuori dal partito solo i deputati radicali potrebbero salvarlo. Per il resto, UDC, PD, Idv e Fli dovrebbero votare compatti per il sì e la Lega potrebbe dividersi, come per il caso Papa.

    Quest’ultimo sarà presente alla votazione e si esprimerà contro gli arresti, ha dichiarato, perché non ci sarebbero elementi a suo carico. Ricordiamo che per la Procura, Cosentino sarebbe un referente del clan dei casalesi. Ma su di lui si gioca una partita molto più intricata a livello politico, dalle ripercussioni anche pesanti sul contesto nazionale e campano. Per prima cosa, il PDL guarda all’esito come una sorta di prova di fedeltà degli altri partiti della maggioranza. Se non c’è, il rischio di fare saltare il governo sarebbe alto.

    Dal canto loro, gli altri partiti sarebbero divisi tra la necessità di Real-Politik di mettere in sicurezza il governo e quella di non scatenare le piazze contro di loro e la politica, in generale. E’ evidente che se la Camera non concedesse l’autorizzazione, si rischierebbe una strumentalizzazione da parte di quanti aizzano all’anti-politica.

    Per questo, oggi sarà un giorno delicatissimo per il premier Monti, che una volta tanto dovrà guardare meno allo spread e più ai due esiti della giornata: quello alla Camera di mezzogiorno e l’altro della Corte Costituzionale sui quesiti sul referendum elettorale e previsto nel pomeriggio. La sopravvivenza del suo governo dipende più da questo che dagli apprezzamenti del cancelliere Merkel.

     

     

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