Voto Milanese, Lega voterà no all’arresto

    Dopo il faccia a faccia tra il premier Berlusconi e il leader del Carroccio, Umberto Bossi, quest’ultimo rassicura che la Lega voterà no all’arresto richiesto dalla Procura di Napoli per il deputato del PDL, Marco Milanese. Niente secondo caso Papa, l’altro deputato azzurro impallinato proprio dai voti leghisti, almeno di quella parte che fa riferimento al ministro dell’interno Roberto Maroni. Certo, almeno nelle intenzioni non ci dovrebbero essere sorprese, se tutti i deputati voteranno sulla base delle indicazioni di partito. Sono schierati per il no all’arresto il PDL e la Lega, diranno certamente sì il PD e l’Idv e Fli, mentre l’UDC lascerà libertà di coscienza. Numeri alla mano, Milanese non dovrebbe andare in carcere, ma bisognerà verificare la compattezza interna ai partiti della maggioranza.

    In effetti, quello di oggi sarà un test importante sulla tenuta del centro-destra e del governo. Un voto in favore all’arresto determinerebbe una crisi dell’esecutivo, mentre nel caso in cui prevalessero i no, il governo non avrebbe la strada in discesa davanti a sè, ma almeno prenderebbe una boccata d’ossigeno, dopo settimane davvero difficili sul fronte interno e internazionale.

    Da dove potrebbero arrivare eventuali defezioni? Si sa per certo che dentro alla Lega non tutti sono d’accordo con il no all’arresto: parliamo sempre dei “maroniani”. Tuttavia, anche lo stesso Maroni ha affermato che si atterrà all’indicazione ufficiale del Senatùr, perchè la linea del Carroccio è sempre stata e deve essere una sola. Quanto al PDL, il partito di Milanese, il rischio è invece che, essendo quest’ultimo vicinissimo al ministro dell’economia, Giulio Tremonti, l’ala anti-tremontiana possa approfittarne per sbarazzarsi di entrambi. E che Tremonti non sia gradito nel PDL lo abbiamo ampiamente notato negli ultimi mesi.

    Ma anche in questo caso, Berlusconi avrebbe chiarito già ai suoi i termini della questione e difficilmente prevarranno questioni di corrente o personali su un voto dalla forte valenza politica. C’è a rischio tutto il governo e non solo una sua parte. Questo lo hanno presenti tutti. Intanto si apprende che la votazione avverrà a scrutinio segreto e con modalità elettronica, non essendo stata accolta la proposta del capogruppo alla Camera del PDL, Fabrizio Cicchitto, sull’utilizzo di palline colorate.

     

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