Una percentuale, se confermata, che comunque indicherebbe livelli di evasione minori rispetto al recente passato, quando si stimava la sottrazione di risorse al fisco per il 19-20%. Ma ciò che stupisce è che questo dato, come già sappiamo, è una media tra chi non può evadere il fisco, perchè appartiene a categorie di reddito con trattenuta alla fonte (lavoro dipendente, pensioni, interessi su conti correnti e bot), e le altre categorie.
Ebbene, escludendo coloro che non possono evadere il fisco, per quanto appena detto, l’ammanco esploderebbe al 38,41%, una percentuale altissima. E non solo è già alta di sè, ma a sua volta essa risulterebbe dalla media tra nord e sud. E nel Meridione, spiccano punte di evasione, che arrivano fino al 66%, in città come Caserta, Salerno, Reggio Calabria, Cosenza e Messina. Molto più virtuose città come Roma, Milano, Torino, Lecco, Genova, Brescia e Cremona, con tassi di evasione al 10%, un quarto della media nazionale.
Insomma, i grandi centri urbani, soprattutto al nord, tendono a evadere di meno, mentre la fattura o il rilascio dello scontrino inizia ad essere un miraggio in alcune realtà più piccole e particolarmente al sud.