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Scontro Napolitano-Governo su fiducia Camere

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Giuseppe Timpone

Ieri, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha evidenziato come le ultime nomine dei sottosegretari, così come la richiesta di ulteriori, siano a tutti gli effetti un cambio del quadro politico della maggioranza in Parlamento, chiedendo che il governo riferisca su ciò al Quirinale e che si proceda con una presa d’atto formale alle Camere, con la celebrazione del voto di fiducia. Immediate le reazioni dell’esecutivo e della maggioranza. In una lettera congiunta tra i due capigruppo di Camera e Senato del Popolo della Libertà, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, i due esponenti rimarcano come dal 14 dicembre in poi vi siano stati diversi atti formali, che hanno sancito l’allargamento della maggioranza a un altro gruppo parlamentare e la fuoriuscita dei finiani dal governo e maggioranza. Lo stesso Berlusconi sarebbe fortemente sorpreso della richiesta del Capo dello Stato, dato che sarebbero tanti i passi formali, con cui le Camere hanno già dato la loro fiducia al governo Berlusconi, come già lo stesso 14 dicembre, che sancì la definitiva rottura tra la maggioranza e Fini.

In serata, una nota del Partito Democratico dava ragione alle parole di Napolitano, chiedendo, quindi, una verifica politica nelle due aule parlamentari.

Certo, l’uscita del Capo dello Stato ha tutto il sapore di chi cerca di mettere benzina sul fuoco e non avrebbe alcuna giustificazione costituzionale, dato che questa è esattamente la nuova maggioranza sancita dal voto di fiducia del 14 dicembre. E’ molto strano che un presidente della Repubblica faccia dichiarazioni pubbliche del genere, senza parlare prima con il presidente del consiglio. Una mancanza di rispetto per la figura che incarna l’espressione della maggioranza degli elettori che lascia piuttosto perplessi su certe esternazioni del Quirinale, che dovrebbe semmai avere un maggiore senso della misura e della concordia tra le istituzioni, anzichè chiedere inutili passaggi in Parlamento, quando tutti sanno chi fa parte della maggioranza e chi stà all’opposizione. Una perdita di tempo che il Paese non capirebbe.

Quella di Napolitano potrebbe, quindi, essere vista più come una sfida al governo Berlusconi, contrariamente alle parole dello stesso Capo dello Stato, che più volte nelle ultime settimane ha giustamente invitato tutti a un clima di collaborazione e a toni più distesi. Non c’era però bisogno dell’ultima uscita.

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Giuseppe Timpone