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Il Guardian accusa la Nato: mancato intervento ai profughi

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Andrea Luigi Gaetani

ROMA – Il quotidiano inglese Guardian lancia un’accusa pesantissima contro la Nato: omissione di soccorso ad un barcone di profughi naufragato nel canale di Sicilia alla fine di Marzo. L’inchiesta del giornale del Regno Unito porta alla luce delle verità che, se confermate, possono risultare veramente scomode. Da quanto si afferma, pare che un barcone di profughi partito da Tripoli nella fine del Marzo scorso e diretto a Lampedusa abbia chiesto aiuto tramite il telefono satellitare di bordo ad un sacerdote eritreo a Roma, Don Zerai, che a sua volta avrebbe avvertito la guardia costiera. Alla sua telefonata, la guardia costiera italiana aveva confermato che l’allarme era stato lanciato alla capitaneria di Malta, facendo notare che il barcone stava appunto naufragando nelle zone della repubblica maltese. Malta non conferma di aver ricevuto l’allarme, però dall’inchiesta del Guardian pare che i superstiti del naufragio abbiano ricevuto acqua e soccorsi da un elicottero militare, ricevendo anche la promessa di ulteriori aiuti. Nessuna nazione ha però confermato di aver inviato un elicottero alla ricerca dei naufraghi.

Il triste risultato di quello che sembra un disinteressamento generale è che il naufragio è durato 16 giorni e che di 72 persone a bordo, 60 hanno perso la vita. La Nato è implicata in tutto ciò: sempre dalle interviste ai superstiti, è emerso che una portaerei della Nato sia passata, durante il naufragio, vicinissima all’imbarcazione dei profughi, senza però intervenire. A detta del Guardian la portaerei in questione sarebbe la “Charles De Gaulle” francese.

La Nato ha smentito ovviamente l’accaduto, dichiarando peraltro che in quei giorni l’unica portaerei nella zona era la nostra “Garibaldi“, che si trovava però a circa 100 miglia a largo; a fornire queste informazioni è la portavoce da Bruxelles della Nato, Carmen Romero. Questa smentita sembra però non essere sufficiente a fare chiarezza sull’accaduto, tant’è che il ministro Roberto Maroni chiede all’Europa di aprire un’inchiesta sull’accaduto. Oltretutto, il PD ha presentato alla Camera ed al Senato due interrogazioni parlamentari per fare chiarezza.

La smentita di Bruxelles sembra non convincere, in quanto le testimonianze dei profughi contrastano con ciò che è stato dichiarato dalla Nato. Il diritto marittimo internazionale obbliga ogni imbarcazione ad intervenire in soccorso di un’altra in caso di difficoltà ma, purtroppo, avere una norma che obblighi ad aiutare, non è bastata e già in troppi hanno pagato con la vita. Molti chiedono a gran voce un’inchiesta della Nato per individuare i colpevoli e per permettere che ciò non accada più in un momento delicato come questo.

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Andrea Luigi Gaetani