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Danimarca dichiara il fallimento europeo, sospeso Schengen

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Giuseppe Timpone

Fiumi di parole tra Italia e Francia sulla questione dell‘immigrazione clandestina e dei controlli alle frontiere tra i due stati. Ma in Nordeuropa le chiacchiere stanno a zero e si passa ai fatti prima ancora di parlarne. E’ il caso della Danimarca, che ha annunciato a sorpresa che le frontiere con la Germania rimarranno sorvegliate per un paio di settimane almeno, sospendendo il trattato di Schengen, che prevede la libera circolazione di merci e persone nell’area dei Paesi aderenti. La giustificazione di tale misure, afferma Copenaghen, sta nella necessità di vigilare sull’ingresso di nuovi clandestini, poichè la criminalità transfrontaliera è cresciuta, negli ultimi anni, tra Germania e Danimarca. Quasi da non credere: stati come la Danimarca chiudono le frontiere con Paesi come la Germania, mentre l’Italia avrebbe difficoltà a chiedere alla UE di intervernire sul problema dell’immigrazione clandestina dal Nordafrica.

I danesi hanno dimostrato che le parole sono un inutile esercizio di noi stati del sud, perchè da quelle parti non si discute, soprattutto non ci si inchina dinnanzi ai diktat di Bruxelles e Strasburgo e non ci si imbarazza se ne scaturiscono polemiche. La nuova linea del governo di centro-destra del premier Rasmussen nasce dall’alleanza appena raggiunta con il partito del popolo danese, che con i suoi 24 seggi al Parlamento di Copenaghen sostiene ora il governo.

Il partito del popolo danese è una formazione della destra conservatrice, guidato dall’euroscettica Pia Kjaersgaard, che lotta per una politica più restrittiva dell’immigrazione e contro la criminalità.

La mossa della Danimarca precede il vertice a Bruxelles di oggi, dove si discuterà appunto di Schengen e della possibilità di modificarlo, anche in vista di richieste di ingresso di stati come Romania e Bulgaria.

I danesi hanno voluto mandare un segnale di forza alle istituzioni comunitarie, per spingere i partecipanti al vertice (per l’Italia c’è il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni) a modificare in senso restrittivo il trattato, prevedendo la possibilità di reintrodurre i controlli, quando se ne presenti la necessità.

Anche la Francia, nei giorni scorsi, aveva minacciato di sospendere Schengen ripristinando i controlli alle frontiere con l’Italia, ma dopo il vertice tra Berlusconi e Sarkozy non se n’è più fatto nulla.

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Giuseppe Timpone