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Comunali Milano, Bossi insiste per i ministeri e la Cei dice si alla moschea

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Bruno De Santis

Non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro Umberto Bossi: per lui lo spostamento di un paio di ministeri a Milano è fondamentale e si farà. Non bastano le polemiche create, con Alemanno e Polverini in rivolta contro l’idea, non bastano le parole di Napolitano (il presidente della Repubblica ha parlato di ipotesi inconsistente), non basta neanche la parziale retromarcia di Berlusconi che ha provato a far tornare la pace nel centro-destra parlando del decentramento di alcuni dipartimenti e non di dicasteri importanti. No, il leader leghista non cambia idea ed è convinto che alla fine (come accaduto molto spesso) il premier lo accontenterà: “Berlusconi si convincerà – ha dichiarato ai giornalisti che gli riportavano le perplessità del presidente del Consiglio -. Ma poi non ci sarebbe nulla di nuovo: in tutti i paesi d’Europa ci sono i ministeri decentrati perché non dovrebbero essere qui?”. E poco importa al senatur se all’interno del Pdl nessuno, o quasi, è d’accordo allo spostamento dei dicasteri: “Alemanno dice di no? E vorrei vedere…”  ha continuato Bossi che poi ha mostrato il solito ottimismo per la sfida di Milano (“Vinciamo noi”).

Ma proprio sul ballottaggio che ci sarà domenica e lunedì nel capoluogo lombardo si segnala l’intervento della Conferenza Episcopale Italiana con il segretario generale, il monsignor Mariano Crociata, che replica alle accuse rivolte da ‘Il Giornale’ al cardinale Tettamanzi (troppo schierato a favore di Pisapia secondo l’editoriale del direttore Sallusti dove si legge fra l’altro “Non conten­to di aver quasi distrutto la diocesi, oggi Tettamanzi e compagni cercano di di­struggere anche la città”) parlando di fedeli che esprimono “le loro convinzioni dentro una visione della fede cristiana che guarda al bene comune e non come interesse di parte e dunque esprimono il voto nelle elezioni politiche o amministrative secondo la loro coscienza senza coinvolgere la comunità cristiana”.

Ma Crociata è anche intervenuto indirettamente nel merito delle polemiche sulla costruzione di una moschea a Milano: “Si deve permettere a tutti i credenti, musulmani compresi, di pregare nei loro luoghi di culto”. Inoltre il segretario della Cei ha anche ricordato come le moschee sono anche luoghi di aggregazione sociale e che devono rispettare le regole della comunità civile e le leggi dello stato.

 

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Bruno De Santis