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Tutti i regali di Anemone, c’è anche la caparra per la casa di Scajola

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Bruno De Santis

Dalle case alle bollette, dalle spese di lavanderia a quelle per ottenere il permesso di parcheggio: c’è un pò di tutto nella lista della spesa di Diego Anemone che non lesinava regali pur di accontentare il politico e il potente di turno. Le nuove rivelazioni arrivano dai file del computer della segretaria del costruttore, file estratti dai carabinieri del Ros di Firenze e ora riportate in 900 pagine depositate agli atti dell’inchiesta “G8”. Le nuove informazioni raccolte evidenziano tutti i versamenti segreti di Anemone e mostrano ancora di più i suoi rapporti con l’ex ministro Scajola, ma anche con Lunardi, Bertolaso e persino con il cardinale Crescenzio Sepe.

SCAJOLA – Il rapporto tra Anemone e l’ex ministro degli Interni secondo quanto scoperto dai carabinieri è risalente al 2001 quando l’imprenditore si preoccupa di far avere un milione di lire all’autista dell’esponente del Pdl. Nei file si trovano anche pagamenti effettuati a maggio 2004, due mesi prima di versare i 900mila euro per l’acquisto dell’appartamento vista Colosseo di via Fagutale, per il compromesso (200 mila euro) e l’agenzia (altri 30 mila euro). Ma per Scajola non ci sono solo “grandi servizi”: nella contabilità sono stati, infatti, ritrovati anche i pagamenti dell’elettricista (146 più 40 euro), 83 euro per un trasformatore, 20 per “terra segr. Scaj” e 100 euro di rimborso per un “frullatore ministro”.

LUNARDI – E dalle carte emerge anche nuovamente il nome di Lunardi, già implicato nella vicenda con l’accusa di corruzione per aver acquistato da Propaganda Fide un palazzo in via dei Prefetti: dalla contabilità tenuta dalla segretaria di Anemone emergono diversi versamenti intestati a “Martina L.” o “Martina” che presumono gli inquirenti sia la figlia dell’ex Ministro, visto che sono tutti in uscita per l’appartamento di via dei Prefetti, una casa di cui Anemone pagava anche le utenze.

BERTOLASO E PRELATI – E novità ci sono anche per il coinvolgimento di Guido Bertolaso che dovrà spiegare come mai più volte compaiano riferimenti a lui, come nel caso dell’appunto “a Diego xft. Olivia Bertolaso emessa odd) che sembra riguardare sua figlia o delle spese per le utenze della casa di Roma, che gli è stata messa a disposizione dal 2003 al 2007, o ancora la nota “Alida-Marilleva (G.Bert) 20mila” datata 23 marzo 2005. Altri nomi inseriti nella spese di Anamone sono quelli del cardinale Sepe (“C.Sepe 5mila”) già indagato per corruzione, del monsignor Francesco Di Muzio a cui vanno 5mila euro per una benedizione e del monsignor Franco Camaldo a cui sarebbe stata pagata la riparazione del fuoristrada.

 

 

 

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Bruno De Santis