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Francia, scandalo ministro pedofilo sconvolge i francesi

Published by
Giuseppe Timpone

Partiamo con il dire che sembra il segreto di Pulcinella, perchè le voci di cui si parla in Francia in questi giorni, già in Italia erano un pò diffuse da anni, dopo la pubblicazione di un libro da parte di un noto esponente socialista d’Oltralpe. Eppure, i francesi sono rimasti sbigottiti dall’ultima rivelazione-choc che rischia di trasformare il loro Paese in un perenne “bunga-bunga”, i cui contorni sarebbero meno allegri di quelli tanto criticati italiani. Il fatto nasce con la dichiarazione di un filosofo, Luc Ferry, il quale intervistato su “Canal Plus”, ha detto che non è un mistero che un ex ministro di Parigi sia stato un pedofilo, cosa risaputa, dopo che fu trovato in un albergo di Marrakesch, “Mamounia”, insieme a tanti ragazzini del posto, in una serata orgiatica. Non solo; Ferry aggiunge che la cosa era nota anche al Primo Ministro di allora, il quale, evidentemente, la nascose.

Forse neanche immaginava che le sue parole avrebbero avuto tale risonanza. Incalzato dal giornalista, per fargli rivelare il nome del ministro coinvolto, Ferry non ha voluto dire altro, chiudendosi in una frase sibillina, che suona in sostanza così: “Chiedete in giro, che lo sanno”.

E così, dopo la bufera Strauss-Kahn, il socialista più amato in Francia e ammanettato in diretta mondiale per stupro, e dopo le dimissioni di qualche giorno fa di un altro membro del governo, il vice-ministro Georges Tron, pare che i francesi siano travolti da una sorta di dantesca pena del contrappasso, perchè dopo avere riso e deriso delle italiche tentazioni del premier Berlusconi, nel loro caso si starebbe parlando di stupri e pedofilia.

Tuttavia, il peggio, come è chiaro in queste situazioni, è adesso la caccia al presunto pedofilo. I sospetti, non solo in politica, da anni si concentrano su Jack Lang, ex ministro della cultura socialista, di cui si vociferano pulsioni pedofile, sin dagli anni Settanta. Ovvio lo sdegno di Lang e la sua reazione di difesa.

Altro sospettato sarebbe poi l’ex ministro degli esteri, Philippe Douste-Blazy, di cui si racconta di una serata nell’hotel “Mamounia” a Marrakesch, di cui tanti sapevano, tanto che quando entrava in Parlamento gli veniva urlato il nome dell’albergo marocchino.

Uno choc per la Francia, che ora vuole sapere e non tollera i silenzi di Ferry, tanto che è stata aperta un’inchiesta per indurlo a chiarire.

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Giuseppe Timpone