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Categorie: News

Giallo su dispersi in mare: per l’Onu trovati 150 cadaveri ma Tunisi nega

Published by
Bruno De Santis

La smentita di Tunisi arriva ieri nel tardo pomeriggio, dopo che per tutta la giornata era rimbalzata la notizia del ritrovamento di 150 cadaveri nel mar Meditteraneo: “Abbiamo recuperato soltanto due corpi e abbiamo sospeso le operazioni di ricerca a causa del maltempo”, ha detto il direttore della guardia costiera, Lotfi Baili, all’agenzia di stampa France presse. Il tragico balletto di cifre riguarda gli oltre 250 dispersi da mercoledì davanti alle coste tunisine dopo che il peschereccio sul quale i profughi stavano cercando di raggiungere Lampedusa si è rovesciato. Secondo le informazioni fornite ieri dall’agenzia di stampa tunisina Tpa i soccorritori sono riusciti a mettere in salvo circa 570 profughi ma non sono riusciti a ritrovare 200/270 persone che risultano disperse. Secondo la ricostruzione fornita dall’Onu, il natante trasportava circa 850 persone, in maggioranza originarie dell’Africa occidentale, del Pakistan e del Bangladesh, ed era salpato sabato da Tripoli, diretto verso l’isola di Lampedusa.  Il barcone è andato in avaria poco dopo la partenza e mercoledì si è incagliato  nei pressi delle isole Kerkennah. Quando sono giunti i soccorsi, i profughi nel tentativo di salire sulle imbarcazioni si sono riversati tutti su un lato, causando il capovolgimento della barca. Alcuni sopravvissuti hanno affermato che l’imbarcazione era guidata da persone che apparivano con scarsa esperienze marittima.

La notizia del ritrovamento di centinaia di corpi era stata data in mattinata da Carole Laleve,  un funzionario dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, che aveva parlato di 150 cadaveri recuperati; la notizia era stata confermata anche dalla Mezzaluna rossa tunisina che parlava di oltre 120 cadaveri recuperati.

La tragedia, che dall’Onu descrivono come uno degli incidenti più gravi e drammatici in termini di vittime occorsi finora quest’anno nel Mediterraneo, ha destato molto scalpore soprattutto se si guardano anche i dati forniti dall’Acnur (ricavati dalle testimonianze dirette dei sopravvissuti, parenti delle vittime e chiamate di soccorso) secondo cui in due mesi sono 1.500 i rifugiati partiti dall’Africa del nord e mai arrivati in Italia. Una cifra che lascia sgomenti e che è purtroppo destinata ulteriormente ad aumentare considerando che purtroppo per i dispersi, che sono in mare ormai da tre giorni, ci sono poche speranze di ritrovamento.

 

 

 

 

 

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Bruno De Santis