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Vertice Arcore: intesa PDL-Lega, ma su tasse Tremonti non cede

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Giuseppe Timpone

E’ stato un lungo faccia a faccia tra i vertici di Lega e PDL quello che ieri si è tenuto ad Arcore, residenza privata del presidente del consiglio; il primo tra Berlusconi e Bossi, dopo le amministrative di una settimana fa. L’incontro è stato l’occasione per fare il punto della situazione politica nella maggioranza, per verificare lo stato dei rapporti tra i due alleati di governo e fare le considerazioni sul da farsi da qui al 2013, alla fine della legislatura. Sotto il profilo dell’alleanza tra il PDL e la Lega, le cose sono andate bene. Per il PDL c’erano, oltre Berlusconi, anche il segretario designato, Angelino Alfano, e il ministro Tremonti, sebbene quest’ultimo sia sempre più considerato un leghista in casa azzurra. La Lega era rappresentata da Bossi, Maroni e Calderoli. Sono state ribadite le ragioni dell’alleanza e la volontà di proseguire e rinnovare il patto di legislatura fino al 2013. Il clima sarebbe stato disteso e cordiale. A mediare tra le parti c’era pure Gianni Letta. Come è noto, il vertice doveva anche essere l’occasione di puntare su una riforma fiscale, da tanto tempo perseguita dal premier, ma senza successo, a causa delle condizioni di bilancio, che non consentono di distrarre voci per altre ragioni se non per la riduzione del deficit. E gli sviluppi sul caso Grecia di questi giorni hanno consolidato la posizione rigorista sul bilancio da parte del ministro Tremonti.

In effetti, si è parlato molto della possibile riduzione delle imposte, Irpef in testa, dando una sforbiciata alle aliquote. Tremonti è stato risoluto: non c’è la possibilità. Berlusconi lo avrebbe pressato moltissimo, perchè molta parte del programma elettorale del centro-destra si basa sulla riforma fiscale, ma c’è stato poco da fare.

Non è un caso che lo stesso premier, subito dopo essere uscito dal vertice, partecipando alla celebrazione del 197esimo anniversario dell’Arma dei Carabinieri, a Roma in Piazza Siena, si sia lasciato sfuggire solo poche parole: “La riforma fiscale è in agenda, vedremo se ci saranno le condizioni per farla“.

E Alfano, uscendo da Villa San Martino, rassicura che qualsiasi ipotesi di taglio alle imposte sarà attuata nel pieno rispetto dell’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014.

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Giuseppe Timpone