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Gran Bretagna, scoperta “Operazione Volvo” contro Blair

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Giuseppe Timpone

Tony Blair ha governato la Gran Bretagna per dieci anni, dal 1997 al 2007, e rimane l’unico primo ministro laburista nella storia inglese ad avere ottenuto tre successi di fila alle elezioni politiche, quando questi record spettavano ancora solo al Partito Conservatore. E’ stato un premier amato, che ha saputo modernizzare il partito laburista, non a caso ridenominato “New Labour”, attraverso una piattaforma programmatica di stampo più liberale in economia, andando incontro alle richieste di modernizzazione della parte più dinamica della società britannica e staccandosi dal cordone ombelicale che da sempre ha legato il mondo laburista ai sindacati e alle loro politiche. Sarà pure stato un innovatore, ma forse gli avrà nuociuto proprio questo aspetto all’interno del Partito Laburista, come dimostrano ufficialmente alcuni documenti segreti, pubblicati sul quotidiano inglese “Daily Telegraph”. In queste carte, c’è molto di quanto si è sempre detto più o meno apertamente e in pubblico sulle lotte intestine ai laburisti, evidenti nello scontro degli ultimi anni a Downig Street di Blair con il suo Cancelliere allo Scacchiere Gordon Brown.

Ma l’importanza delle carte pubblicate dal giornale non stanno solo in una ufficializzazione di questi scontri, quanto nei modi in cui è stato messo in atto una sorta di “golpe soft”, per estromettere il premier inglese dal potere.

Dalle carte emergerebbe una congiura di una decina di parlamentari laburisti, di sindacalisti, di Gordon Brown, dell’attuale segretario laburista Ed Milliband e vari altri personaggi. Si notano evienti pressioni concordate tra di loro, per spingere Tony Blair a dimettersi e a passare la mano a Gordon Brown e l’operazione partì proprio dal mese di luglio del 2005, mentre Londra veniva sconvolta dalle bombe di Al Qaida, che provocarono in metropolitana oltre 80 morti.

Si legge in una corrispondenza tra il premier e Gordon Brown il tentativo del primo di ricucire i rapporti, evitando che le lotte intestine ai laburisti potessero sfuggire di mano, con un Blair che invitava il suo ministro delle finanze a unire gli sforzi, per vincere contro i Tory alle elezioni successive, evitando di disperdere quanto ottenuto da anni di successi elettorali e promettendo di passare il potere al più presto nelle sue mani, come concordato anni prima.

Brown rispose stizzito, ritenendo le risposte di Blair evasive e confuse. Nel 2007, Blair fu costretto a dimettersi (ufficialmente lo fece volontariamente) con ancora un’alta popolarità. Gordon Brown divenne primo ministro, uno dei più impopolari della storia inglese, perdendo le politiche del 2010 e dovendosi a sua volta dimettersi dalla carica di segretario del partito. Un fratricidio inutile!

 

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Giuseppe Timpone