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Marocco, Re Mohammed VI apre a riforme e democrazia

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Giuseppe Timpone

In un attesissimo discorso alla nazione, il sovrano del Marocco, il Re Mohammed VI, ieri sera è apparso in diretta televisisva per pronunciare forse le parole più importanti da quando nel 1999 è salito al trono. Il momento è delicato in tutto il mondo arabo. I vicini tunisini hanno deposto ben Alì dopo quasi 24 anni di potere; il leader libico Gheddafi è stato di fatto estromesso dal potere dopo 44 anni, per non parlare della cacciata di Hosni Mubarak dalla massima carica in Egitto e dei tumulti sanguinari nello Yemen e in Siria, con centinaia di morti e migliaia di feriti. Anche la chiusa Arabia Saudita, che sembra vivere in un mondo tutto suo e dove certamente non si respira quell’aria di crisi sociale che è stata determinante nelle rivolte arabe, tuttavia, assapora il vento della rivoluzione che proprio ieri ha spirato a Riad, con la protesta di centinaia di donne che hanno sfidato il divieto di guidare imposto dall’anacronistica monarchia saudita. Insomma, gli scenari sono molto in ebollizione, tanto da convincere il sovrano marocchino a ufficializzare quanto da tempo avesse già in mente.

Qui, in Marocco, non ci sono stati tumulti in concomitanza alla cosiddetta “Primavera Araba”, anche perchè sotto Mohammed VI sono state approvate molte riforme, prima su tutte, quella del diritto di famiglia, che ha concesso anni fa alle donne numerosi diritti in tema di matrimonio ed eredità.

Sebbene poi la monarchia controlli ancora tutto il sistema politico ed istituzionale, anche in questo campo sono stati fatti passi in avanti e non si respira certo l’aria oscurantista di molti altri stati arabi.

Il re riformista ieri, però, si è spinto più in là, annunciando il varo di una nuova costituzione che limiterà i poteri della monarchia, lasciando il controllo del governo al premier, così come il diritto allo scioglimento delle camere; libertà e pluralismo dei partiti, la magistratura sarà considerata indipendente e la lingua berbera ufficializzata. Inoltre, il sovrano sarà solo il rappresentante dello stato, senza presunzioni di “sacralità”, come è ancora ad oggi, ma la sua persona sarà soltanto considerata inviolabile. Infine le donne avranno diritto a una loro quota “rosa” al Consiglio Superiore della Magistratura..

Basterà la nuova costituzione, che dovrebbe essere sottoposta al giudizio del Paese a luglio, ad evitare gli epiloghi drammatici degli altri stati arabi? Presto per dirlo, ma la reazione immediata della popolazione sembra essere molto positiva.

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Giuseppe Timpone