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Governo sotto alla Camera. Appello a Silvio, caccia gli assenteisti

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Giuseppe Timpone

Ieri, alla Camera dei Deputati, il governo è andato sotto due volte sullo stralcio di 12 articoli, dalla delega sulle legge comunitaria. In un caso l’esecutivo è stato battuto, in presenza di un ex aequo tra voti favorevoli e quelli contrari, ma nell’altro, la mancanza dei numeri è stata colossale, con 270 no e 262 sì. Otto voti di scarto sui quali hanno pesato le numerose assenze non giustificate di parlamentari della maggioranza, soprattutto del PDL, il partito che ha visto l’assenza di ben 43 suoi deputati; la Lega aveva solo quattro assenti, tra cui due giustificati, mentre tra i cosiddetti Responsabili, gli assenti sono stati otto, tra cui sei non giustificati. Insomma, a parte la Lega, il PDL dimostra ancora una volta di essere un partito colabrodo, insensibile dinnanzi alle richieste di maggiore rigore che giungono dal proprio elettorato e dalla base. E lo stesso premier, Silvio Berlusconi, ieri è andato su tutte le furie alla notizia che il governo era stato battuto. Ai suoi avrebbe detto, in uno sfogo, sono “teste di c….”. E tra le teste di non sappiamo cosa (!) ci sarebbero nomi di spicco della politica della maggioranza, come Denis Verdini, Claudio Scajola, Niccolò Ghedini, Guido Crosetto, Mario Valducci.

Insomma, hanno toppato a partire dai big, con assenze dall’aula che non avevano giustificazione. Ma è evidente come ciò sia la spia di un atteggiamento che non può avere alcuna comprensione, nè dagli elettori, nè dagli stessi vertici del partito. I parlamentari sono profumatamente stipendiati, per fare il lavoro da cui spesso si assentano. Pensare che la gente, quando ci saranno le prossime elezioni politiche, non avrà la possibilità di scegliere quanti, all’interno di ciascuna lista, hanno fatto bene o male, votando indistintamente per un blocco di parlamentari, fa crescere ancora di più la rabbia della base e la consapevolezza che Silvio debba prendere provvedimenti urgenti per evitare che queste personalità, siano anche di spicco, continuando così non potranno fare politica, perchè dimostrano una palese irresponsabilità dinnanzi al Paese.

Un premier non può cacciare un deputato, anche se fannullone. Questo lo sappiamo. Ma il PDL inizi a fare pulizia, eliminando senza indugio dalle prossime liste coloro che non lavorano. Di fannulloni è piena l’Italia, se ne salvi almeno il Parlamento.

 

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Giuseppe Timpone