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Sudan, da oggi il Sud è indipendente

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Giuseppe Timpone

Il 9 luglio del 2011 sarà certamente ricordato come una data storica per l’Africa, ma non solo. Prendendo atto del referendum dello scorso mese di gennaio in Sudan, in cui gli abitanti del sud hanno dovuto scegliere se continuare a restare uniti a Khartoum o se diventare uno stato indipendente, e il cui esito ha ottenuto un 99% di favorevoli all’indipendenza, oggi si dà seguito alla volontà popolare e il Sud Sudan sarà uno stato per conto suo, non più legato al nord. Una svolta che potrebbe imprimere un reale cambiamento in tutta l’area, dopo ben 30 anni di guerra civile dilaniante e sanguinosissima, tra le tribù mussulmane del Nord e quelle cristiane e animiste del Sud. La ragione principale dello scontro è stata sempre ufficialmente la questione religiosa, con Khartoum nelle mani dei fondamentalisti islamici di Bashir, i quali hanno negato alla minoranza cristiana del Paese, ma netta maggioranza al Sud, di godere di qualsivoglia diritto civile, riducendo all’osso anche servizi essenziali, come l’istruzione e la sanità, per spostare tutto al Nord, a beneficio della parte mussulmana del Paese. E le scene di milioni di profughi cristiani, vittime di violenze e genocidio, come ha ravvisato anche la Corte Penale Internazionale che ha spiccato un mandato di cattura per Bashir, potrebbe finalmente trovare riscontro solo nella nostra memoria, perchè da oggi gli abitanti del Sud saranno artefici del proprio destino.

Ma c’è un’altra questione che, in realtà, ha rappresentato il cuore della guerra civile tra i due popoli: il petrolio. Con i suoi giacimenti, il Sud è stato fin troppo appetibile per il governo di Khartoum, che ha voluto evitare sino alla fine di perdere i proventi dei giacimenti petroliferi. E con un Sud indipendente ora potrebbero esserci guai per il Nord, che però ha le raffinerie per il greggio, cosa che ancora manca al Sud.

Ci potranno volere anni prima che il Sud si abbia pronti gli impianti di raffinazione e per il trasporto del greggio. Fino ad allora, continuerà ad essere ancora parzialmente dipendente dal Nord. Ma oggi è una giornata di festa per i sudisti, che nella loro capitale Juba ospiteranno delegazioni del resto del mondo per dire al mondo intero di essere uno stato indipendente e si spera anche democratico.

 

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Giuseppe Timpone