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Murdoch, inizia la caduta dell’impero?

Published by
Giuseppe Timpone

Scricchiola l’impero mediatico di Rupert Murdoch, l’81enne magnate australiano che, dopo oltre quaranta anni di successi e di shopping all’estero, sembra subire una battuta di arresto per la prima volta, con la possibilità di arretrare, anzichè andare avanti in acquisizioni. E l’inizio di quella che potrebbe essere una caduta avviene nel cuore dei suoi affari, in quella Gran Bretagna che rappresenta il luogo in cui l’allora giovane rampante Murdoch mise la testa fuori dall’Australia per la prima volta. Era la fine degli anni Sessanta e dopo avere acquisito già alcuni quotidiani australiani, che versavano in perdita e rianimati con articoli a sfondo sessuale, criminale e gossip, Murdoch acquisì il Daily Herald, che poi cambiò nome nel più celebre “The Sun”. Segue poi l’acquisizione del “Times”, un’istituzione in Gran Bretagna. Da qui, l’impero mediatico di Rupert Murdoch non fece che crescere e, se in Australia arriva oggi a possedere il 70% dei quotidiani, negli USA riesce ad avere una certa influenza con la rete Fox, di fede fortemente repubblicana, e con altri quotidiani, come il Wall Street Journal e il New York Post. In Italia gli affari della famiglia Murdoch si concentrano con la pay tv di Sky e di recente era circolato il suo nome anche per l’acquisto di La7, poi smentito dalla stessa famiglia Murdoch, più interessata alla canali pay e ad alto potenziale di crescita.

La chiusura di News of The World, il tabloid inglese nato 150 anni fa, rischia di essere un tragico inizio di una fase discendente del business del magnate. Mai amato all’estero, infatti, in Europa egli è sempre stato più temuto che stimato, tanto che vari stati hanno da sempre cercato di impedire il suo ingresso nell’informazione e nei media dei loro Paesi.

Il motivo di tale scarso rispetto è da mettere in relazione allo stile spregiudicato dell’informazione alla Murdoch e al suo “giornalismo d’attacco“, che spesso viene considerato il peggio importato in Europa dagli USA.

La sua politica è questa: si prende di mira un bersaglio, soprattutto politico, qualora questi non sia funzionale ai suoi interessi e lo si attacca con campagne di stampa aggressive e molto violente, fino a distruggerlo. Fatto fuori un obiettivo, si passa a un altro. A tale proposito, si dice che dietro alla montatura mediatica della figura di Lady Diana, ci fosse proprio Murdoch, che utilizzò la storia della “principessa triste” per dare una spallata alla Casa Reale britannica, che detesta.

Ma adesso in Gran Bretagna nessuno vuole più associare la propria immagine al regno di Murdoch dopo lo scandalo intercettazioni e già si parla di successione a rischio, con il figlio James che sarebbe costretto a farsi da parte per dare spazio alla sorella Elisabeth, non coinvolta dalle inchieste.

 

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Giuseppe Timpone