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USA, Tea Party contro aumento debito sempre più forti nei sondaggi

Published by
Giuseppe Timpone

Sono settimane, anzi, giorni e ore decisive per l’America di Barack Obama. Se entro il 2 agosto il Congresso non gli consentirà di innalzare il tetto del debito federale, già oggi a 14.300 miliardi di dollari, il presidente potrebbe essere costretto a dichiarare il default, ossia fallimento, in quanto ciò non gli consentirebbe di continuare a pagare le spese, comprese quelle per il rimborso dei titoli di stato. Una situazione apocalittica, quella che si delinea a Washington, in cui le trattative tra Democratici e Repubblicani sembrano arenatesi sul piano complessivo per la riduzione del deficit, che la destra vorrebbe che avvenisse solo tagliando le tasse, non anche aumentando le tasse, come chiedono i Democratici e Obama.

Ma lo scontro tra le due parti non può rimanere senza conseguenze sull’opinione pubblica e sulla campagna elettorale delle primarie dei Repubblicani, già iniziata, in vista delle prossime presidenziali per il novembre 2012. Se da un lato gli americani sembrano sempre più delusi da un’amministrazione che non può vantare ad oggi alcun successo economico, ma solo tanti disastri, dal debito al deficit, dalla disoccupazione al dollaro debole, alla bilancia commerciale in profondo rosso, dall’altro lato, all’interno del Partito Repubblicano, il consenso si sta sempre più spostando verso la destra anti-tasse e conservatrice dei Tea Party, che ha il merito di essere molto più riconoscibile, rispetto ad altri pallidi candidati del GOP.

I riferimenti del mondo libertario e anti-stato dei Tea Party sono due: Michele Bachmann e Ron Paul. Secondo alcuni sondaggi, le loro posizioni sarebbero gradite al 98% di coloro che guardano alla destra più conservatrice. Non solo la Bachmann avanza nei sondaggi, pur essendo partita da outsider, ma le sue dichiarazioni stanno creando un punto fermo tra l’opinione pubblica e mettendo sull’attenti i Congressmen Repubblicani: “i soldi per pagare le spese ci sono; ma quale default? Obama chiede sempre soldi perchè ha solo un gran faccia tosta”.

Sono queste le dichiarazioni della Bachmann al canale conservatore Fox e il suo slogan “Non voterò mai per aumentare il debito” è già un tormentone gradito alla base elettorale dei Repubblicani, orfani da tempo di un Reagan del 2000.

Non sappiamo come finirà la sfida interna ai Repubblicani, per non parlare delle presidenziali vere e proprie. Gli ultimi sondaggi parlano di un Obama sotto di almeno otto punti verso un qualsiasi candidato Repubblicano. Di certo, i Tea Party hanno avuto il merito di spezzare la retorica monotona della Casa Bianca e la pallida e rassegnata politica del GOP, rinvigorendo il dibattito.

 

 

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Giuseppe Timpone