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Ministeri al nord, Napolitano scrive a Berlusconi

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Giuseppe Timpone

Le buffonate di Calderoli hanno avuto un risvolto istituzionale, a proposito dello spostamento dei cosiddetti “ministeri” al Nord. Sabato scorso, presente una raggiante Ministro per il Turismo, Vittoria Michela Brambilla, il Carroccio ha inaugurato tre sedi a Monza, che ritiene essere ministeri. In realtà, si tratta di un paio di uffici e qualche scrivania, i cui mobili sono stati comprati a Catania. Non avranno alcuna rilevanza istituzionale, come dimostra il fatto che accanto alla foto del presidente Napolitano, che in qualità di Capo di Stato deve essere posta in ogni ufficio pubblico, compare anche quella del Senatùr, che non ha titoli per tale scopo.

Una pagliacciata, niente di più, che serve alla Lega per dimostrare al proprio elettorato di avere mantenuto la promessa; ignari, quelli del Carroccio, che gli elettori del Nord tutto vogliono tranne che qualche sede burocratica da spartire con Roma, che non avrebbe alcun giovamento per l’economia e la popolazione settentrionali.

Ma il Cavaliere, che pure agli inizi aveva stoppato sul nascere le polemiche, parlando di spostamento solo di uffici a scopo di rappresentanza, ha subito fino ad oggi in silenzio tale affronto continuo degli alleati e l’unico risultato che ha ottenuto e che un suo uomo, Alfonso Papa, gli è stato mandato in galera dai leghisti. Adesso anche il Presidente Giorgio Napolitano ha voluto esprimere le sue perplessità su questa vicenda, scrivendo al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dicendosi preoccupato di questo spoastamento di ministeri in altra sede, di dubbia legittimità costituzionale. Si schierano immediatamente con Napolitano parte del PDL, guidato dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e l’UDC, che con Casini chiede che la vicenda venga risolta ai vertici delle istituzioni.

Alemanno parla di una questione che è durata troppo a lungo, una pagliacciata a cui bisogna porre fine. Difficile che adesso il premier possa tenere la sua posizione silente su questa indegna sceneggiata che una parte minoritaria della stessa Lega Nord ha voluto.

Il PDL non può restare inerte dinnanzi a iniziative politiche del Carroccio, che hanno il solo fine di spaccare l’alleanza e di creare divisioni nel Paese. Se davvero Alfano vuole creare un partito di cultura nazionale, si dia subito da fare, perchè al Carroccio è stato concesso sin troppo per questioni che al popolo del Nord neanche interessano.

 

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Giuseppe Timpone