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La BMW 328 vince la Coppa d’Oro delle Dolomiti

Published by
Silvia Barchiesi

E’ una BMW 328 la vincitrice della 64a edizione della Coppa d’Oro delle Dolomiti, gara di regolarità per auto d’epoca nella splendida cornice delle Dolomiti. 167 le auto in gara, provenienti anche da oltreoceano, che hanno sfilato nella “gara-passerella” dei passi dolomitici. A conquistare il podio una spider BMW 328 r del ’39  portata alla vittoria dall’equipaggio composto da Giovanni Moceri e Maurizio Colpani che si sono aggiudicati anche il Trofeo Tag Heuer Barozzi (brevissima e spettacolare prova di abilità al millesimo di secondo, svolta nel centro di Cortina la domenica mattina). A conquistare il secondo posto Mario Passanante e Francesco Messina con una Fiat 508 C del ’38, già vincitori delle due scorse edizioni della gara dolomitica; terzo posto invece per Giuliano Canè, in coppia con Giovanna Gallini, su un’Aston Martin International Le Mans del ’33.

Premiato inoltre l’equipaggio più giovane: i fratelli bresciani di 15 e 19 anni Pietro e Cesare Foresti su Porsche 356 A Speedster del 1955, della scuderia Ecurie du Soleil WD 40. Porsche Italia ha inoltre  regalato alla 1° Porsche classificata un corso di protezione personale presso la Porsche Sport Driving School a Massimo Raimondi e Giovanni Adorni della scuderia Loro Piana Classic che hanno gareggiato con una Porsche 356 B Roadster del 1959.

Conferiti due premi anche dalla scuderia Jaguar Storiche: il Trofeo Jaguar Girl a Sabina Spazziani e alla giornalista Francesca Grimaldi che ha condotto una Jaguar E-Type del 1961 e al primo equipaggio Jaguar classificato composto da Corrado Corneliani e Erminio Araldi su Jaguar XK 120 OTS del 1950, Classicteam Eberhard.

Ma più che una gara la Coppa D’Oro delle Dolomiti si conferma anche nella sua 64a edizione una vera e propria passerella di gioielli d’epoca. A sfilare su e giù per lo Dolomiti una ventina di Jaguar d’epoca, una marea di Porsche 356 (comprese parecchie Speedster e qualche 550), un paio di leggendarie Ferrari e gioielli come le Lancia Aurelia B20 GT e B24, le Aston Martin, le Austin Healey, alcune originali barchette  fino a un insolita Ginetta G4 del ’66.

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Silvia Barchiesi