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Caso Tarantini, ultimatum della Procura a Berlusconi: “Venga entro domenica o accompagnamento coatto”

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Bruno De Santis

Il premier è a Bruxelles per “spiegare la manovra all’Europa”, ma  la Procura di Napoli non ha alcuna voglia di rinunciare ad ascoltarlo come teste nell’inchiesta che vede indagati Giampaolo Tarantini, sua moglie Angela Devenuto e l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola con l’accusa di estorsione proprio ai danni del primo ministro. I magistrati partenopei hanno, infatti, inviato un atto di citazione a Silvio Berlusconi in cui si chiede al presidente del Consiglio di far sapere entro domani alle ore 14 quando può essere ascoltato come parte lesa, fissando come giorni possibili per la deposizione tutti quelli disponibili da giovedì a domenica.

La Procura napoletana va oltre e, secondo quanto si apprende, dà una sorta di ultimatum al premier: o si fa interrogare entro domenica oppure scatterà la richiesta di accompagnamento coatto.

Prima della mossa dei magistrati titolari dell’inchiesta che vede Tarantini e moglie in carcere e Lavitola latitante il capo della Procura di Napoli, Giandomenico Lepore aveva in qualche modo anticipato che gli inquirenti non avrebbero rinunciato ad ascoltare Berlusconi: “Gli avvocati del primo ministro – ha dichiarato Lepore a Radio 24 – hanno presentato una memoria difensiva ma non basta: va letta e deve essere tenuta in considerazione nel processo ma è una versione unilaterale. È necessario ascoltare la parte lesa, visto che ci sono  elementi per pensare che ci sia un’estorsione e la vittima, il premier, la nega. C’è la necessità di fare domande, fatti specifici da contestare. Le controdeduzioni con domande da parte dei magistrati servono a fare chiarezza e non hanno nessun fine persecutorio nei confronti di qualcuno. Nessun cittadino, neanche il Presidente della Repubblica, può sottrarsi all’esame da parte dei magistrati. Comunque  – ha concluso Lepore  – non credo che Berlusconi stia fuggendo dai giudici”.

Dal premier non è arrivato ancora nessun commento sulla richiesta dei pubblici ministeri partenopei; da Bruxelles però lancia l’ennesimo attacco alle opposizioni, che lo accusano di essere volato all’estero con l’obiettivo di evitare il confronto con i giudici: “L’opposizione critica la manovra ed è guidata dall’unico desiderio di dare una spallata al governo; non capiscono però che in questo modo darebbe una spallata all’Italia. Provano a rovinare l’immagine del presidente del Consiglio e invece rovinano l’Italia”.

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Bruno De Santis