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Champions League: bene Chelsea e Porto, male lo Zenit

Published by
Francesco Carnamucio

Non solo Barcellona – Milan nel primo martedì di coppa della nuova stagione. In campo anche altre big d’Europa, con il doppio confronto tra squadre inglesi e tedesche, che per il momento premia i club d’oltremanica.

Merito del Chelsea, che batte tra le mura amiche un ostico Bayer Leverkusen. Già, perché le “aspirine” riescono a coprire bene il campo, senza correre molti rischi per tutto il corso della partita ed andando anche vicini al vantaggio con l’ex di turno, Ballack, ad inizio ripresa, prima di mollare nel finale. Infatti la squadra di Villas Boas vince, ma di gioco spettacolare non se ne vede molto e ad aprire l’incontro ci deve pensare il difensore David Luiz, con un piattone dal limite dell’area. Il colpo del k.o. arriva in pieno recupero con Mata che spinge dentro il pallone del 2-0 servitogli da un ritrovato Torres.

Nell’altra partita del gruppo E, un buon Valencia non riesce ad avere la meglio di un Genk attendista ma ben organizzato. Gli spagnoli vanno in Belgio e dominano il match e vengono fermati diverse volte dal portiere Koteles, prima dell’occasione più grande che capita a Rami, che centra la traversa con una splendida rovesciata. Nel finale c’è anche spazio per i padroni di casa, che sfiorano il colpaccio con Simaeys, che costringe al miracolo Diego Alves. Tra Genk e Valencia finisce 0-0.

All’interno di un Signal Iduna Park stracolmo, i campioni di Germania del Borussia Dortmund impattano con l’Arsenal per 1-1.  I gialloneri meriterebbero sicuramente di più, ma hanno il demerito di non concretizzare le clamorose occasioni da gol capitate sui piedi di Kagawa prima (palla alta) e Lewandowski poi, che calcia a botta sicura dopo aver saltato il portiere, ma Sagna salva sulla linea. Ed alla prima occasione l’Arsenal passa in vantaggio, con Van Persie che sfrutta un errore difensivo del Borussia e batte Weidenfeller con freddezza. Nella ripresa è un arrembaggio tedesco, che porta i suoi frutti solo 2 minuti prima del 90′, quando Perisic s’inventa il gol più bello della serata, calciando al volo nel sette per l’1-1 finale.

Approfittando di questo pareggio, l’Olimpique Marsiglia si porta in testa al girone, battendo, in trasferta, i greci dell’Olympiakos. Partita non bella e fallosa, decisa dal gol di Lucho Gonzales, che mette dentro facilmente ricevendo un cross di Morel, mentre gli ellenici non sono in grado di reagire neanche con la superiorità numerica dovuta all’espulsione di Fanni.

Vittoria anche per il Porto che, nonostante la partenza di Villas Boas e della cessione di Falcao, si conferma squadra forte e competitiva, riuscendo ad avere la meglio sullo spigoloso Shaktar Donetsk grazie ad un Hulk davvero incredibile. Il brasiliano centra subito una traversa e poi colpisce anche il palo su calcio di rigore, e poi rimedia alla figuraccia del suo portiere Helton, che un quarto d’ora prima aveva praticamente regalato agli ucraini il vantaggio firmato da Luis Adriano. Ed il gol del pareggio è davvero una dimostrazione della potenza del giocatore del Porto, che batte una punizione dai 35 metri con inaudita violenza. Prima dell’intervallo lo Shaktar resta in dieci ed i portoghesi segnano il gol-vittoria, con Kleber che insacca dopo una grande azione di Rodriguez.

Cade invece lo Zenit di Luciano Spalletti, che consegna la prima vittoria assoluta in Champions ai ciprioti dell’Apoel Nicosia, bravi a rimontare lo svantaggio iniziale firmato da Zyryanov, con i gol di Manduca e Ailton.

Infine il gruppo H, quello di Milan e Barcellona, ma anche di Viktoria Plzen e Bate Borisov, che pareggiano per 1-1 con le reti di Bakos e Renan.

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Francesco Carnamucio