Contro pericoli su strada arrivano le auto che parlano tra di loro.
Lo scopo? Prevenire gli incidenti e le code. D’ora in poi sarà possibile grazia ad un software che sfrutta l’idea del “peer-to-peer” usato per condividere documenti in rete. Si chiama, infatti, V2V, Vehicle-to-Vehicle e sfrutta la rete per condividere informazioni sui pericoli e i rallentamenti su strada. Si basa su un sistema di comunicazione tra auto che permette ai veicoli di aggiornarsi a vicenda continuamente e in tempo reale sulla situazione della strada. Grazie alle auto che parlano tra loro sarà possibile condividere informazioni come posizione e velocità, avvertendo i piloti in anticipo se un altro veicolo sta passando in un’area al di fuori del loro campo visivo o se è fermo in un punto dove è difficile o impossibile vederlo.
Le auto “parlanti”, brevettate da General Motors, saranno in commercio entro il 2015 in Europa e Stati Uniti, e secondo l’ingegner Mike Hammer, che ha presentato alcuni dati sulla sicurezza in occasione del secondo Intelligent Transport Systems summit australiano, la loro introduzione in massa sul mercato sarà la più grande rivoluzione a livello di sicurezza automobilistica, dopo quella delle cinture di sicurezza. “Un mio amico tempo fa mi spiegò che esiste qualcosa di simile a livello di aerei. Ho subito pensato che un sistema del genere dovevano per forza averlo anche le macchine”, ha detto al meeting. Secondo gli scienziati della Monash University con il sistema V2V gli incidenti gravi si ridurrebbero del 35 per cento. Già collaudato su Cadillac, Saab, Opel e Chevrolet, il nuovo sistema punta ora alle utilitarie.
“Per il momento questi sistemi avanzati si trovano solo sui veicoli più costosi – ha commentato Hammer – ma è una situazione destinata a cambiare, perché la vera bellezza del V2V è che è economico: entro una decina d’anni verrà utilizzato su tutte le auto e non solo.
Persino i ciclisti potranno portare un trasmettitore con sé. E le strade saranno davvero più sicure per tutti”.