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Piccolo terremoto in politica: la Consulta dice no al cumulo tra parlamentare e sindaco

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Giuseppe Di Spirito

Una sentenza che scuote il mondo politico sia a livello locale che centrale, da oggi, a seguito di una sentenza della Consulta: nasce il divieto per un Parlamentare di essere contemporaneamente sindaco di una città con oltre 20.000 abitanti. La Corte costituzionale ha appena depositato il documento, dichiarando con effetto immediato l’illegittimità di alcuni articoli di una legge, addirittura del 1953, riferita appunto alle incompatibilità parlamentari, in particolare negli articoli dove non si vieta di assumere il doppio incarico. Il problema era stato sollevato di fronte al tribunale di Catania, a seguito di un giudizio promosso da un semplice cittadino contro il sindaco della città, Raffaele Stancarelli del Pdl, in quanto quest’ultimo aveva mantenuto anche il seggio di senatore, dopo l’elezione a sindaco nel 2008.

Attualmente la legge prevede che non possono essere eletti come parlamentari a livello centrale, i presidenti delle Province ed i sindaci dei Comuni con più di 20mila abitanti, ma paradossalmente non menziona l’inverso, e cioè non permettere di diventare sindaco a chi già occupa il posto di parlamentare.

Il giudice Paolo Grossi ha così scritto in un passaggio della sentenza: …verificare la coerenza di un sistema in cui… escludere l’eleggibilità alla Camera o al Senato di chi contemporaneamente rivesta la carica di sindaco di grande Comune, non si accompagni la previsione di una causa di incompatibilità per il caso in cui la stessa carica sopravvenga rispetto alla elezione a membro del Parlamento nazionale”. Molto razionalmente, la Consulta mette dunque in evidenza che il cumulo di incarichi di una tale importanza può “compromettere il libero ed efficiente espletamento della carica”. Questo imprevisto sviluppo metterà di fronte ad una scelta obbligata sull’incarico da mantenere, tutti i parlamentari che sono successivamente divenuti sindaci di città abbastanza grandi. Al momento, dalle prime notizie, sarebbero in tutto 10 i parlamentari a cui si riferisce la sentenza.

Per quanto riguarda Palazzo Madama, ci sarebbero 4 senatori coinvolti di cui 3 del Pdl e uno della Lega Nord. Si tratta del sindaco di Molfetta, Antonio Azzollini, di Vincenzo Nespoli (Afragola) e di Raffaele Stancanelli (Catania) per il Pdl. Per quanto riguarda la Camera dei deputati invece si parla di Nicolo’ Cristaldi, (Mazara del Vallo), Giulio Marini, (Viterbo), Adriano Paroli,  (Brescia), Marco Zacchera, (Verbania), Michele Traversa, (Catanzaro) per il Pdl, mentre per la Lega Nord risulta solo il sindaco di Castelfranco veneto, Luciano Dussin.

Riserve sono state espresse su altri nomi, tra cui spicca il sindaco leghista di Feltre (provincia di Belluno) Gianvittore Vaccari, in attesa della verifica sul numero di abitanti del comune.

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Giuseppe Di Spirito