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Bulgaria, centrodestra avanti alle presidenziali e amministrative

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Giuseppe Timpone

In Bulgaria ieri si sono tenute per la prima volta le elezioni presidenziali, abbinate a quelle amministrative. Sono stati chiamati al voto circa 7 milioni di cittadini. Malgrado fossero molti i candidati, sono stati rispettati i pronostici della vigilia, che vedevano accreditati per la vittoria finale solo due candidati: quello del centrodestra, l’imprenditore Rossen Prevneliev e il socialista Ivaylo Kalfin. E lo scrutinio ha confermato tale previsione, con il il primo che ha ottenuto il 40% dei consensi, contro meno del 30% di Kalfin. Poichè nessuno dei candidati ha ottenuto almeno il 50% più un voto, si andrà al ballottaggio domenica prossima tra questi due.

E stando ai sondaggi, la vittoria di Prevneliev sarebbe scontata. Se così fosse, il centrodestra del Gerb al governo otterrebbe il risultato straordinario di avere contemporaneamente la guida del governo e un presidente della repubblica, mentre al momento ha dovuto condividere la gestione del potere con il presidente socialista Georghi Parvanov, al potere da 10 anni, avendo vinto due mandati consecutivi.

Resta a bocca asciutta il candidato della destra radicale Volen Siderov, che nelle ultime settimane sembrava avere suscitato parecchio consenso, puntando a una campagna anti-rom fortemente sentita nel Paese. Eppure ha raccolto solo il 4% dei voti. Mentre al terzo posto si è piazzata l’indipendente Meglena Kuneva, con il 15% dei voti.

Il centrodestra è uscito vittorioso anche dalle amministrative, con il sindaco di Sofia che si è riconfermato al primo turno con il 52% dei voti. A livello nazionale, il Gerb ha ottenuto il 38% dei voti, mentre i socialisti si sono fermati al 24%. Dunque, un trionfo per il governo conservatore di Boyko Borissov, che ora potrà contare su un ampio potere nel Paese. Le elezioni sono state attentamente monitorate, per il rischio brogli che non è mai venuto meno, da quando si tengono libere elezioni dalla caduta del comunismo.

La Bulgaria è lo stato UE più povero ed è attraversato da una grave crisi sociale, che non sembra al momento essere destinata a migliorare, a causa di prospettive deboli di crescita. Alta disoccupazione, stipendi bassi e prezzi alti, specie dei generi alimentari, sono alcuni dei temi più importanti dell’agenda politica bulgara e sentiti dai cittadini.

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Giuseppe Timpone