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USA, Newt Gingrich avanza nei sondaggi per le primarie

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Giuseppe Timpone

Le elezioni primarie del Partito Repubblicano inizieranno solo a gennaio, ma è da mesi che gli aspiranti alla sfida contro Barack Obama si preparano e se le danno di santa ragione tra loro. In questi ultimi tre mesi, almeno due papabili anti-Obama si sono bruciati da soli, come il governatore del Texas, Rick Perry e l’imprenditore della pizza, Herman Cain. Entrambi si sono auto-travolti con le loro gaffe, che hanno fatto perdere le speranze in buona parte dell’elettorato di destra di avere trovato “the right man” per la Casa Bianca. Una delle ultime riguarda proprio l’imprenditore di colore, che dopo avere superato nei sondaggi anche gli scandali legati alle sue presunte molestie sessuali nei confronti di ben quattro donne, agli inizi degli anni Novanta, non sembra essersi salvato da quella in cui palesava di non sapere nulla su cosa accadesse in Libia.

E se uno ad uno i candidati iniziano ad auto-eliminarsi, alla fine è rimasto solo Mitt Romney che, dopo un primo tracollo nei sondaggi in favore di Perry, ha risalito la china attestandosi stabilmente al primo posto tra i Repubblicani e dato per vincente o comunque molto fastidioso contro Obama.

Questo fino a ieri. Un nuovo sondaggio realizzato dalla Cnn mostra un risultato a dire il vero incredibile. Newt Gingrich, speaker alla Camera per i Repubblicani sotto la presidenza Clinton, negli anni Novanta, è dato in testa con il 24% contro il 20% di Romney. Pensate che fino a qualche settimana fa era dato all’8%, considerato un outsider, una pura presenza simbolica sul palcoscenico dei dibattiti tra i candidati del GOP, senza mai avere ottenuto un solo istante di attenzione vera e propria. Eppure, qualcosa sembra essere cambiata negli umori degli elettori di destra, che probabilmente dopo tanta voglia di novità, ora vorrebbero che a guidarli fosse l’esperienza e non le gaffe.

E Gingrich è l’uomo che nel 1994 fece tornare i Repubblicani maggioranza al Congresso e rimasero tale per dodici anni consecutivi. Di più: è un neocon dal profilo interessante, perchè da pochissimi anni ha abbracciato la fede cattolica, il che lo renderebbe potenzialmente attraente tra l’elettorato ispanico, oltre che tra gli italo-americani. Il Vaticano lo sosterrebbe e nel 2008 Obama ebbe tra i cattolici un voto plebiscitario. Questa volta il pendolo potrebbe oscillare verso destra, anche sulla base delle misure adottate dalla sua presidenza e non gradite ai religiosi.

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Giuseppe Timpone