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Berlusconi torna in campo e apre campagna elettorale

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Giuseppe Timpone

Se vi fossero ancora dubbi sul fatto che l’ex premier Silvio Berlusconi sia rimasto o meno in politica a seguire le sorti del centrodestra e il destino politico dell’Italia, da ieri non ci sarebbero più motivi per avere tentennamenti. Silvio è tornato, semmai se ne fosse andato, ed è quasi “risorto” a Verona, dove si è tenuta la due giorni del convegno dei Popolari liberali di Carlo Giovanardi, una formazione interna al PDL. Se il sabato non era potuto intervenire al consesso, a cui erano presenti numerose personalità del Popolo della Libertà, tra cui tanti ex ministri, ieri l’ex presidente del consiglio ha rotto gli indugi e ha deciso di dire la sua, per la prima volta da quando il suo governo è caduto due settimane fa. E per quello che si è visto, è parso tutt’altro che un uomo ferito, deluso o rancoroso. Proprio quello che dovrebbe spaventare i suoi rivali, perchè quando Berlusconi è così, significa che sa di avere in mano carte importanti.

E anche se non lo ha dichiarato apertamente e in pubblico, ai suoi fedelissimi avrebbe confidato di essere fiducioso, perchè il governo non dura e già oggi sia il PDL che la sua popolarità personale sono risaliti nei sondaggi, rispettivamente di 2 e 4 punti. Ma è solo l’inizio, profetizza Berlusconi, perchè quando saranno annunciate le misure di Monti, la gente sarà spaventata e il PDL non avrà che da guadagnarci.

Sul palco, invece, Silvio torna leone e annuncia l’apertura della campagna elettorale del suo partito, che potrebbe anche essere lunga, ma già avrebbe pensato alla costituzione dei team elettorali in ogni città e a una campagna di comunicazione. Dopo avere ribadito le ragioni della sua discesa in campo nel 1994, per impedire ai comunisti di governare il Paese, l’ex premier conferma l’alleanza con la Lega e si dice convinto della solidità della coalizione, perchè i motivi dello stare insieme sono forti e riguardano il futuro dell’Italia. Certo, per tutta risposta, l’ex ministro Calderoli afferma che non è poi così vero che l’alleanza c’è e ci sarà alle elezioni, ma tempera le sue parole, concludendo che “dipenderà da come si comporterà il PDL in Parlamento su Monti”.

Ad ogni modo, Berlusconi è già in campo per organizzare il suo partito mai nato e ha promesso di raddoppiare gli sforzi in politica. C’è da scommettere che con questa china che il governo sta prendendo e la crisi dei mercati che sta radendo a zero la credibilità di quanti criticano il precedente governo per essere la causa di tutti i mali, il futuro politico non sarà certamente privo della figura del fondatore del centrodestra.

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Giuseppe Timpone