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Zampone o cotechino: curiosità e differenze

Published by
Lucrezia Liuzza

In questo periodo festivo non esiste solo il dualismo panettone e pandoro, un altro scontro tra due contendenti divide le preferenze dei commensali. La “sfida” questa volta si sposta sul secondo piatto, in particolare la carne: zampone o cotechino?

Lo zampone vanta una storia lunga oltre cinque secoli, pare infatti che questa particolare pietanza trovi origini all’inizio del XVI secolo. Prodotto principalmente nella provincia di Modena, trova comunque spazio produttivo anche nelle vicine province di Mantova, Cremona e in qualche altra città del Nord Italia. Questo prodotto tutto italiano vanta addirittura un guinness world record per lo zampone più grande realizzato a Castelnuovo Rangone – in provincia di Modena – con un peso di ben 942 kg! Lo zampone viene preparato riempiendo l’arto superiore del maiale con un trito di carne salata e speziata. Le parti del maiale usate per questa leccornia sono gola, spalla, testa e guancia. Negli ultimi anni la preparazione dello zampone è stata facilitata dalle confezioni sottovuoto che permettono di ridurre e semplificare la cottura immergendo direttamente la busta in acqua bollente per circa 20 minuti. I veri buongustai e le abili cuoche tuttavia preferiscono il prodotto fresco di macelleria.

L’avversario in competizione è il cotechino. Forse ancora più calorico del rivale, poiché si tratta di budello di maiale riempito con cotenna – da cui prende il nome – una parte particolarmente grassa dell’animale, carne di seconda scelta e grasso. L’impasto di carne dovutamente salato e speziato viene quindi confezionato, da notare che i cotechini prodotti dalle grandi industrie possono contenere conservanti. Questo tipico piatto è considerato piatto tradizionale in diverse regioni italiane: Trentino, Molise, Lombardia e Veneto. Ognuna di queste regioni ha creato a sua volta diverse varietà di cotechino per accontentare il gusto dei più.

Simili quindi nell’impasto, diversi nell’involucro. Quello che mette d’accordo e unisce i contendenti sono il contorno e il vino da abbinarsi. Le lenticchie per tradizione accompagnano infatti i due piatti indistintamente e, per i superstiziosi, si dice anche che mangiate a capodanno portino soldi – come del resto tutti i prodotti a grani o a chicchi. Il vino ideale da abbinare è sicuramente un rosso, meglio se frizzante in modo da “sgrassare” la bocca, quindi viene da pensare subito al delizioso lambrusco emiliano.

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Lucrezia Liuzza