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Vico Equense, vietato dar da mangiare ai randagi

Published by
Noemi Barbato

Dopo Monte di Procida e Castellamare di Stabbia anche Vico Equense sanzionerà chiunque darà da mangiare a cani e gatti randagi. Così è stato deciso da un’ordinanza emanata dal sindaco Gennaro Cinque.

Nel comune della penisola sorrentina, poggiare a terra un piattino con gli avanzi della domenica, destinato ad un cane affamato o regalare una scodella di latte ad un gattino infreddolito potrebbe costarci dai 25 ai 500 euro. Anche attirare volatili con delle bricioline potrebbe comportarci dei problemi. Sarà obbligo dei proprietari degli stabili, infatti, provvedere a proprie spese alla pulizia dei cornicioni e delle strade sottostanti qualora piccioni o gabbiani dessero sfogo ai propri bisogni fisiologici.

Un’ordinanza che ha davvero dell’incredibile e che dice palesemente che non vi è spazio per gli animali. Quel che è più grave è che si tratta di un provvedimento che va a toccare anche la vita privata degli abitanti di Vico Equense, dal momento che essi non saranno liberi nemmeno nelle proprie case. L’ordinanza, infatti, vieta di dare da mangiare ai randagi anche nei confini di ciascuna proprietà privata, nel tentativo di “ridurre la proliferazione delle specie”.
Vergognosa. Non si può definire diversamente quest’ordinanza che si traduce in un invito a lasciar morire quegli animali che dovrebbero essere tutelati dalle istituzioni, le quali, al contrario, con questo provvedimento obbligano le persone che se ne prendono cura gratuitamente a smettere di farlo.

L’igiene e il tentativo di tenere le strade pulite sarebbero le motivazioni alla base di quest’ordinanza, come se fossero gli animali la causa della sporcizia presente nelle nostre città e non l’inciviltà di alcune persone e l’incuria di chi dovrebbe tenerle pulite.

Tuttavia la faccenda non sembra essersi conclusa. I moltissimi amanti degli animali di Vico Equense e i tanti cittadini semplicemente in disaccordo con il provvedimento aspettano di sapere dal sindaco dove questi poveri animali potranno essere nutriti, dunque una zona adibita a questo che non sia il solito canile abbandonato, tenendo conto, fra l’altro, che l’ordinanza sarebbe in contrasto con le leggi riguardo la tutela degli animali.

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Noemi Barbato