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Allergie: si prevengono fin dall'alimentazione in gravidanza

Published by
Tiziana Cazziero

Le allergie sono una realtà diventata sempre più presente in tutte le famiglie italiane, i dati affermano che un bambino su quattro presenta una qualche forma di allergia. Questo tema inizia ad essere attuale, con l’arrivare anche se ancora lontano della primavera. Dopo questo inverno che sarà ricordato come uno tra i più freddi degli ultimi anni, anche le influenze sono state al centro di questi ultimi due mesi, gennaio e febbraio 2012, per essere state molto forti e irruente con picchi di malati sparsi in tutto il paese importanti e significativi. Appena le temperature inizieranno a scendere, ci si dovrà scontrare con le allergie di stagione portate dalla primavera e dal mese di marzo e aprile principalmente.

L’allergia è scatenata a causa di un’elevata risposta del sistema immunitario contro alcune sostanze che il nostro organismo riceve come dannose. Questo meccanismo mette in moto le varie forme di allergie, che oltre a quella più popolari dovute ai pollini della primavera e quindi respiratorie, stanno diventando sempre più frequenti anche quelle alimentari.

Generalmente la primavera è sempre stata la prima imputata delle allergie, ed è il periodo dell’anno in cui si riscontrano più casi di soggetti, soprattutto bambini, che manifestano l’allergia. Negli ultimi anni però queste tendono a manifestarsi anche in altri periodi dell’anno, effetto dovuto all’inquinamento e alle abitudini di vita soprattutto che sembrano appartenere al mondo occidentale.Per esempio si è stimato che in Albania esistono pochi bambini allergici, ma la situazione cambia nel momento stesso questi si trasferiscono nel nostro paese, questo ad evidenziare come le condizioni ambientali abbiano un forte impatto sul sistema immunitario.  Detto questo e tralasciando le condizioni avverse dell’ambiente e dell’inquinamento, esistono altri fattori che possono influire sui bambini e le allergie.

Gli esperti del settore stanno studiando da anni questo fenomeno in crescita, ed hanno evidenziato nei loro studi, che l’alimentazione della mamma in gravidanza può avere una rilevante importanza per i futuri bambini e sulla loro possibile e forse eventuale condizione di “bambino allergico”.

L’alimentazione mediterranea agirebbe in modo positivo sul feto fin dai primi mesi di vita. Assumere le sostanze e i nutrienti dell’alimentazione mediterranea con tutta la sua varietà di alimenti e soprattutto grazie alle vitamine, ed in particolar modo quelle D, la C e la E, che agirebbero in modo benefico sul futuro bambino e la sua eventuale predisposizione alle allergie.

E’ vero anche che esistono altri fattori che possono incidere sulla predisposizione di un bambino verso le allergie, è il caso per esempio dell’ereditarietà. Se un bambino nasce da due genitori allergici, avrà sicuramente più probabilità di essere nel futuro anche lui allergico. Le percentuali diminuiscono nel caso di un solo genitore, oppure di nessuno dei due allergici.

Di norma durante la gravidanza si dovrebbero seguire delle norme di comportamento più salutari e benevole nei confronti del bimbo che vive all’interno dell’utero. Smettere di fumare e cercare di trascorrere molto tempo lontano dalle aree urbane maggiormente inquinate, può sicuramente essere un comportamento responsabile da parte della futura mamma nei confronti del suo bambino.

Il Professor Walter Canonica, responsabile della Clinica di pneumologia dell’Università di Genova, ha gettato un grido di allarme sull’argomento delle allergie asserendo che fino a 20 anni fa ne soffrivano solo il 7% dei bambini, oggi, tale percentuale è salita al 25%, un dato abbastanza rilevante; Canonica continua affermando che ciò è da imputare ormai a tante diverse ragioni.

L’alimentazione in gravidanza com’è stato spiegato ha un suo fondamentale perché. Al contempo però nel’era moderna si sono rese protagoniste anche altre regioni imputabili alle condizioni familiari; non solo ereditarie ma, anche legate ai loro profili: quali per esempio la condizione reddituale e lo stile di vita; sembra chi i figli dei laureati siano più predisposti a sviluppare allergie, così come le famiglie meno numerose; spiega Alessandro Fiocchi, direttore responsabile del reparto di pediatria dell’Ospedale Macedonio Melloni di Milano.

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Tiziana Cazziero