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Dieta povera di omega 3? Il cervello è più vecchio di due anni

Published by
Tiziana Cazziero

Una dieta povera di omega 3 comporta nel lungo periodo un cervello più vecchio di due anni. Questo è quanto è emerso da una ricerca eseguita da Zaldy Tan, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Neurology. Gli omega 3 sono acidi grassi essenziali che fanno molto bene al nostro organismo, lubrificano il cervello ed hanno un’azione positiva anche sull’umore; è stato affermato più volte che l’apporto di questi acidi grassi, infatti, aiuta a contrastare il cattivo umore e a sentirsi maggiormente positivi, rispetto a chi invece non ha i giusti livelli di omega 3 nel sangue.

Questa sperimentazione ha dimostrato che seguendo una dieta alimentare povera di alimenti che contengono gli omega 3, può generare un invecchiamento precoce del nostro cervello di due anni, si specifica proprio che s’intende la materia grigia di cui è composto appunto, il cervello.

La sperimentazione ha interessato circa 1575 persone sane di un’età media di 67 anni, i quali sono stati sottoposti dai ricercatori americani ad una serie di analisi e test per verificare il loro stato di salute complessivo: massa corporea, il volume del cervello tramite risonanza magnetica, le attività cognitive di memoria, ed altre funzioni connesse all’attività del cervello. Gli esiti hanno di fatto dimostrato che chi aveva una dieta povera di omega 3, aveva un cervello, la propria massa fisica, più piccola, notevolmente ridotta rispetto ai loro coetanei che seguivano invece un’alimentazione più ricca di tali acidi grassi. In  base a quanto appurato dalla ricerca: il cervello è stato valutato due anni più vecchio.

Si è tanto parlato anche in passato del giusto apporto di questi acidi grassi e del modo migliore per assumerli. Spesso il loro apporto non avviene nel modo adeguato, magari non tutti prediligono gli alimenti che contengono gli omega 3, parliamo soprattutto di pesce, in particolare sardine, salmone, tonno, merluzzo; si trovano anche in altri alimenti come le noci per esempio, oppure anche nei legumi, cereali ed olio di lino.

Il loro apporto equilibrato fa bene non solo al nostro cervello, evitando che invecchi precocemente; gli omega 3 fanno bene anche a livello circolatorio, permettono una maggiore fluidificazione del sangue, evitando che si formino così spiacevoli coaguli di sangue e quindi scongiurando, per quanto possibile, il rischio di trombosi. Inoltre è stato rilevato che hanno un ottimo effetto benefico sul controllo dei trigliceridi ed anche sulla pressione arteriosa, in quanto influiscono sulle membrane delle cellule, rendendo così più elastiche le pareti arteriose.

In passato fu monitorato in modo esaustivo con esiti incoraggianti, l’assunzione degli omega 3 in una popolazione della Groenlandia che si alimentava prevalentemente con cibi ricchi di omega 3. Si costatò, che tali popolazioni presentavano un’incidenza molto bassa di rimanere vittime di malattie cardiocircolatorie, proprio perchè seguivano un tipo di alimentazione prevalentemente marittima, grazie alle proprietà sopra citate.  Inoltre fanno bene al cuore e ne salvaguardano il corretto funzionamento in tutte le sue parti.

Che cosa fare dunque quando non si assumono abbastanza alimenti ricchi di omega 3? Oggi ci sono in commercio diversi tipi d’integratori di omega 3 che si trovano sia nelle grandi distribuzioni e sia nelle farmacie, in modo da permettere così di integrare la loro assunzione. Il dosaggio generalmente è indicato nelle confezioni, ma come sempre quando s’intende assumere integratori alimentari, è bene parlarne con il proprio medico curante, che in base ad un’attenta valutazione personale, potrà darvi tutte le indicazioni e informazioni del caso, prescrivendovi lui stesso gli integratori più adatti al vostro organismo.

Published by
Tiziana Cazziero