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Bossi e Berlusconi: duello a distanza e colpi bassi in vista delle amministrative

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Giuseppe Di Spirito

Ormai è guerra aperta tra Lega Nord e Popolo della Libertà, o perlomeno tra le rispettive dirigenze. Nel suo discorso al congresso del Pdl di Milano, Silvio Berlusconi aveva dato fuoco alla miccia durante un lungo intervento che mischiava i recenti toni più “responsabili” a quelli estemporanei che hanno sempre caratterizzato le sue esternazioni pubbliche, in particolare affermando che gli italiani alle elezioni votano “male” perchè sono costretti a disperdere il consenso tra piccole formazioni come, appunto, quello del Carroccio: “…un 5% a Grillo, un 7% all’Idv, un 9% a Bossi… così resta solo un 25-30% di voti per i due partiti più grandi… e i partitini non si fondano su valori ma sull’autoreferenzialità dei singoli leader…”.

Se, visto il pulpito da cui vien la predica, queste parole possono fare un pò sorridere, non è sembrata invece molto morbida la reazione della Lega, in particolare quella di Umberto Bossi, subito stuzzicato dai giornalisti durante una fiaccolata di protesta contro il governo Monti, a Monza.

“Quel ragionamento lì prima di Berlusconi l’aveva fatto Benito Mussolini” commenta quindi il Senatur, svelando a modo suo il vero progetto (abbastanza palese, in realtà) dell’ex alleato, ossia cercare accordi fra le forze maggiori e mettere nell’angolino le più piccole. “Son cose che non portano da nessuna parte” aggiunge poi Bossi rilanciando in modo velenoso, tornando ancora sul recente mutamento di atteggiamento del cavaliere rispetto all’esecutivo Monti, ormai appoggiato con entusiasmo:  “Interessi personali? Poco ma sicuro… prima era un delinquente e poi è stato improvvisamente assolto…” sbotta il leader leghista, riferendosi alla prescrizione arrivata nel processo Mills. Ma ce n’è anche per Mario Monti, definito “un gran traditore del nord”, ed a questo punto arriva una domanda secca, per mettere a confronto Berlusconi e Monti, alla quale il leader della Lega risponde di getto, affermando che ce l’ha più con l’attuale premier, mentre si inserisce anche l’ex ministro Roberto Calderoli, che invece risponde: “In questo momento ce l’abbiamo con tutti e due, perche’ uno e’ l’assassino e l’altro il palo, il complice”.

Commenti molto pesanti che vengono subito rispediti al mittente dal deputato Pdl Osvaldo Napoli, che bolla come “ridicole” le accuse provenienti dalla Padania, e rimprovera Bossi di non fare gli interessi del suo partito, nè quelli del Nord: “Berlusconi sostiene Monti perché questo è utile all’Italia. Bossi attacca Berlusconi perché fa notizia, anche adesso che è all’opposizione, assicura qualche titolo. Altrimenti verrebbe da chiedere a Bossi perché mai la Lega ha sostenuto Berlusconi per dieci anni: per interesse personale di Bossi?”.

Domanda che forse da molto tempo si fa anche la base leghista, costretta ad assistere al volar di stracci tra due forze politiche che per anni hanno governato il Paese insieme, in modo assai discutibile, e che ora non esitano ad azzannarsi in vista di un importante appuntamento: le elezioni amministrative.

 

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Giuseppe Di Spirito