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Grilli (Economia) a Ballarò: “Ulteriore aumento dell’Iva è certezza, inutile tassare i pochi ricchi”

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Giancarlo Sali

La ferocia politica (altro che governo tecnico!) di questo esecutivo, seppur sotto le sembianze di toni pacati, di uno stile elegante, di uno sguardo intelligente e moderatamente sorridente, si è materializzata ieri nella trasmissione su Rai 3, Ballarò. Vittorio Grilli, vice-ministro dell’Economia (dicastero ad  interim nelle mani del Premier Monti), con una naturalezza da metter paura e senza il minimo di emozione, ha annunciato che tutte le notizie che circolano da settimane sui giornali in merito allo stop dell’ulteriore aumento dell’Iva non hanno fondamento, perchè è già legge la decisione che dal 1 Ottobre farà salire l’imposta sui consumi (che già oggi in Italia è la più alta tra i principali Paesi Occidentali) al 23%. L’Iva dovrebbe continuare salire anche negli anni venturi, senza che “in cambio” venga programmata alcuna riduzione della tassazione diretta, almeno per ora.

Insomma ricapitolando: aumento della tassazione diretta (statale e locale), aumento delle tariffe dei servizi pubblici, aumento vertiginoso delle imposte sui consumi, che colpiranno anche i beni di prima necessità (Grilli non può non sapere che se aumenti la benzina, aumentano anche il pane ed il latte che vengono trasportati)!

Per non farsi mancare nulla poi il buon Grilli alle sollecitazioni della Camusso (Cgil), ha ricordato come un inasprimento della tassazione sui ricchi, pur a livello di principio auspicabile, produrrebbe pochissimo in termini concreti, visto il basso numero di persone particolamente possidenti in Italia. Giusto quindi a suo parere, continuare a chiedere a tutti i cittadini, i sacrifici necessari.

D’accordo la crisi, ma continuare sempre a togliere ai soliti poveri disgraziati, senza ridistribuire almeno in piccolissima parte le risorse incassate, ci lascia attoniti e senza parole, anche perchè aumentando continuamente il costo della vita e diminuendo gli stipendi per via della tassazione, crescita e ripresa economica rischiano di restare un’utopia ancora a lungo!

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Giancarlo Sali