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Crisi e recessione penalizzano i giovani artigiani

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Filadelfo Scamporrino

Gli anni dal 2008 al 2011 sono stati molto difficili per l’occupazione sotto i quaranta anni in Italia visto che all’appello mancano complessivamente la bellezza di 1,23 milioni di occupati. Questo è quanto ha rilevato l’Ufficio Studi della Confartigianato in accordo con un Rapporto che è stato presentato nel corso dell’Assemblea Giovani Imprenditori dell’Associazione di categoria. Dallo studio della Confartigianato è quindi emerso come negli anni della crisi finanziaria ed economica a pagare il caro prezzo siano stati i giovani lavoratori a fronte di un aumento, nello stesso periodo, degli over 40 di complessive 663 mila unità circa.

Inoltre, considerando l’anno da settembre del 2010 allo stesso mese del 2011, solo la Spagna ha fatto peggio in Europa in termini di perdita di occupati over 40. Nonostante l’amplia flessione, in Italia circa un occupato su cinque sotto i 40 anni lavora in proprio con una percentuale che è praticamente doppia rispetto alla media europea.

Insomma, crisi o non crisi i giovani lavoratori italiani non hanno perso la voglia di fare impresa, con molte di queste che nello specifico sono imprese artigiane. A livello geografico, i giovani artigiani sono maggiormente presenti in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, e poi a seguire in Piemonte ed in Toscana con la maggioranza, per comparto, attiva nei settori delle costruzioni e delle attività manifatturiere. Quasi sette giovani artigiani su dieci, infatti, operano in questi due settori con a seguire le altre attività legate ai servizi, il commercio al dettaglio ed all’ingrosso, la riparazione di moto e di veicoli, il trasporto ed i servizi di ristorazione e di alloggio.

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Filadelfo Scamporrino