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Categorie: News Politica

Conf. stampa di Monti: “Non mi candido, ma i partiti possono rimettermi a guida della mia agenda”

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Giancarlo Sali

Mario Monti ha terminato da pochissimo ufficialmente la sua conferenza stampa tanto attesa, che ha fatto il punto su tutte le principale tematiche che lo vedevano al centro di discussioni e polemiche tra i vari partiti politici italiani.

Innanzitutto è andato più volte dritto contro il comportamento del Pdl e di Berlusconi in particolare, del quale ha detto di far fatica a comprendere i suoi atteggiamenti: prima lo critica, poi lo candida a premier e poi li ri-critica.

Durissimo anche con la Lega, rea secondo il Premier di aver criticato le sue tasse, senza rendersi conto che per colpa di tanti anni di governo suoi e del Pdl, l’Italia stava andando in default, e solo per “merito” loro il Governo tecnico è stato costretto a misure impopolari, che se venissero annullate subito dall’Esecutivo che uscirà nel post elezioni, provocherebbero danni ancora maggiori al Paese (“Se si togliesse l’Imu sulla prima casa senza sostituirla con misure altrettanto forti, dopo 1 anno si dovrebbe ridar vita ad un’Imu doppia rispetto a quella attuale“).

Importante modernizzare il Paese, tralasciando estremismi come quelli di Vendola e della Cgil, e demagogia come quella di Pdl e Berlusconi. A tal proposito, e qui il punto debole della sua conferenza stampa, non rinuncia al ruolo di senatore a vita, donatogli da Napolitano prima di farlo Presidente del Consiglio, quindi non si pone davanti al giudizio degli italiani, ma se dopo le elezioni alcuni partiti vorranno nominarlo nuovamente a guida di un’agenda che lui stesso ha già preparato, ma sulla quale non vuole essere votato dai cittadini, lui si renderebbe disponibile. Il suo programma non sarebbe subalterno a quello dell’Ue, ma propositivo, per modificare gli aspetti che non vanno di quest’ultimo. Tutto comunque improntato ed all’insegna del cambiamento profondo, fatto di riforme molto più radicali di quelle fatte quest’anno ed annacquate dai partiti politici. Quindi liberalizzazioni, riforma della giustizia e del mercato del lavoro.

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Giancarlo Sali