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Categorie: Economia News

Papa Francesco come Marx 150 anni dopo: “No alla mercificazione del lavoro e dell’uomo”

Published by
Bruno De Santis

No alla tirannia delle leggi di mercato, basta con la corruzione e l’evasione fiscale: Papa Francesco si schiera dalla parte dei più deboli, dei precari incapaci di progettare il proprio futuro e contro una società governata dalle leggi di mercato. Bergoglio nel corso dell’incontro con gli ambasciatori, che hanno presentato oggi le lettere credenziali, si scaglia contro la società moderna e il dominio dei mercati finanziari.

Si è instaurata una nuova tirannia, non visibile, che impone unilateralmente le sue leggi e le sue regole – la denuncia del Pontefice -. Questo, unito all’indebitamento e al credito, allontanano i Paesi dalla loro economia reale e i cittadini dal loro potere di acquisto reale”.

Una situazione che sembra essere la fotocopia di quanto avvenuto con la rivoluzione industriale: un’epoca in cui i lavoratori erano costretti ad accettare condizioni di lavoro pessime vivendo con la paura di rimanere senza lavoro. Un periodo, soprattutto, dove la politica divenne succube dell’economia, proprio come sta accadendo oggi quando, riprendendo le parole del Pontefice, il denaro è diventato “un mito”, e si vive in una società in cui “la volontà di potenza e possesso è diventata senza limiti”.

Un salto indietro nel tempo per arrivare a una condizione che sta portando “la maggior parte degli uomini e delle donne a vivere una precarietà quotidiana con conseguenze funeste“. Ci troviamo di fronte, infatti, secondo Papa Bergoglio, a una società in cui “la paura e la disperazione sono entrati nei cuori di numerose persone, diminuendo la gioia di vivere e aumentando l’indecenza e la violenza”. Una società dove si deve “lottare per vivere e spesso neanche in maniera dignitosa” e in cui il divario tra classi sociali è sempre più marcato, proprio come accadde durante la rivoluzione industriale: per questo deve essere messa fine alla “deriva” che porta a considerare “l’essere umano come un bene di consumo da usare e gettare via”.

Un discorso contro la mercificazione dell’essere umano di cui si era già parlato due secoli fa: oltre 150 anni fa la stessa denuncia fu fatta infatti da Karl Marx. Non stride allora il paragone, che sottolinea le similitudini di uno svilimento degli esseri umani e del lavoro, degradato a strumento di sopravvivenza, che non può essere accettato. Oggi è il Papa a chiedere una svolta con parole che arrivano al cuore, speriamo anche a quello dei Poteri Forti che governano il Mondo.

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Bruno De Santis