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Categorie: Cultura News Televisione

Montalbano sbanca gli ascolti anche con le repliche

Published by
Anna Maria Parente

È iniziato tutto nel 1994 con la prima edizione del romanzo La Forma dell’Acqua. Da quel momento le vicende del commissario Salvo Montalbano hanno affascinato il mondo intero. A raccontarle è il siciliano Andrea Camilleri, classe 1925, regista, sceneggiatore e cultore di teatro. Camilleri è il primo in Italia a portare in scena Samuel Beckett con l’allestimento di Finale di Partita al Teatro dei Satiri di Roma nel 1958.

Camilleri è anche uno scrittore e la sua penna è schietta, arguta e mai scontata, la serie poliziesca dedicata a Montalbano lo dimostra. Quella dei racconti sul commissario di Vigata è una struttura narrativa curata nel dettaglio come solo un sapiente maestro sa fare, ma è anche flessibile e si adatta impeccabilmente alla rappresentazione teatrale e televisiva.

Cogliendo l’onda del successo narrativo, nel 1999 la Rai insieme alla televisione svedese Sveriges Television inizia a girare per il piccolo schermo una serie tratta proprio dai romanzi di Camilleri. La serie televisiva diventa un vero e proprio cult internazionale. Montalbano viene trasmesso dalla Rai International per gli italiani che vivono all’estero e pian piano viene doppiato in molte lingue e mandato in onda dalle televisioni di tutto il mondo. In Gran Bretagna sulla BBC Four, in Australia sulla SBS, negli Stati Uniti sulla MHzNetworks e in moltissimi altri paesi.

Ancora oggi, a distanza di quattordici anni, il commissario Montalbano interpretato da Luca Zingaretti è una delle trasmissioni più viste. I dati televisivi parlano chiaro: l’ottava stagione andata in onda da aprile a maggio 2013 è stata quella che ha avuto più audience in assoluto (ben 10.129.000 spettatori per i quattro episodi trasmessi). Anche le repliche trasmesse in questi giorni stanno ottenendo uno share non indifferente.

Nel 2011, alla domanda della giornalista Giuseppina Manin (Corriere della Sera) sul perché Montalbano piace tanto, Luca Zingaretti ha risposto: «Perché risponde a una voglia di eticità molto più diffusa di quanto si creda. Mentre destra e sinistra passano il tempo a tirarti per la giacchetta, lui mantiene il suo baricentro. Agisce sempre secondo coscienza, controcorrente, a costo di pagare di persona, di non fare carriera. Un uomo all’antica: gli uomini vorrebbero somigliargli, le donne averlo vicino. In un mondo dove tutto ha un prezzo, lui è senza cartellino».

Un personaggio ben caratterizzato dunque che ricorda molto per ironia e accurate descrizioni i personaggi dei grandi romanzi italiani del Diciannovesimo secolo, ma che conserva quell’alone enigmatico, quella debolezza psicologica totalmente umana che il ‘900 letterario ha messo a nudo. Gli spettatori restano fino alla fine di ogni episodio col fiato sospeso in attesa che le intuizioni aiutino Montalbano e i suoi colleghi a risolvere il caso, tra una gaffe di Catarella (Angelo Russo) e i flirt comici di Mimì (Cesare Bocci).

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Anna Maria Parente