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Categorie: Lifestyle

Università: e adesso a cosa mi iscrivo?

Published by
Cecilia De Luca

La maggior parte degli studenti liceali sogna il giorno del proprio esame di maturità, come il filo che segna il traguardo alla fine di una corsa/slalom/400 metri ostacoli di atletica leggera. In realtà, alcuni ignorano che il bello debba ancora venire. Un filo sì c’è, ma è quello dell’amo al quale il pesce non deve assolutamente abboccare. Ossia, il rischio e la paura di immatricolarsi ad una facoltà che potrebbe non soddisfare, per la quale si potrebbe non manifestare in durata l’interesse dei primi tempi, o che si potrebbe rivelare più ardua di quanto messo in previsione. Anche perché sono sempre più gli studenti che non si lasciano guidare soltanto dal cuore e dalle passioni, che piegano anzi, alla richiesta del mercato del lavoro.

Soprattutto in un periodo di crisi economica come quello attuale, la necessità primaria di un giovane che decide di investire almeno cinque anni in studi e sacrifici (economici, affettivi, di mobilità), è quella di assicurarsi come probabile la possibilità di trovare lavoro, in tempi non biblici, al termine del proprio percorso di studio. Questo spiega anche la fiumana che ad ogni settembre esonda le sedi universitarie di tutta Italia, per i test d’ingresso delle facoltà medico-sanitarie. Infatti, proprio queste ultime due secondo L’Anvur, l’Agenzia Nazionale della Valutazione delle Università e della Ricerca, sarebbero tra le facoltà più remunerative. Ecco allora la top 15 nazionale, delle facoltà con corrispettivo tasso di impiego post laurea (di primo livello) e con maggiore possibilità di guadagni:

1. Medicina e Scienze infermieristiche: Guadagno: 1250 euro al mese, Tasso di occupazione: 83,3%
2. Giurisprudenza: Guadagno: 1200 euro, Tasso di occupazione: 60,9%
3. Ingegneria: Guadagno: 1100 euro al mese, Tasso di occupazione: 46,1%
4. Scienze politiche: Guadagno: 1050 euro al mese, Tasso di occupazione: 74,4%
5. Scienze della formazione: Guadagno: 980 euro al mese, Tasso di occupazione: 89,9%
6. Economia: Guadagno: 980 euro al mese, Tasso di occupazione: 71,7%
7. Scienze matematiche, chimiche e fisiche: Guadagno: 910 euro al mese, Tasso di occupazione: 74,6%
8. Farmacia: Guadagno: 900 euro al mese, Tasso di occupazione: 69,7%
9. Agraria: Guadagno: 890 euro al mese (media), Tasso di occupazione: 72%
10. Lingue e letterature straniere: Guadagno: 780 euro al mese, Tasso di occupazione: 71%
11. Architettura: Guadagno: 770 euro al mese, Tasso di occupazione: 71,4%
12. Psicologia: Guadagno: 750 euro al mese, Tasso di occupazione: 71%
13. Scienze motorie: Guadagno: 750 euro al mese, Tasso di occupazione: 83,4%
14. Lettere e filosofia: Guadagno: 740 euro al mese, Tasso di occupazione: 71,5%
15. Biologia: Guadagno: 700 euro al mese, Tasso di occupazione: 62,2%

E anche secondo la classifica stilata dal Consorzio Almalaurea (rilevazione 2011), i laureati in Scienze infermieristiche e ostetriche troverebbero lavoro nel 98,9% dei casi. Buon posizionamento anche per i laureati in marketing management telematico, a metà tra l’ingegneria informatica e l’economia,e che attualmente è la competenza più richiesta dal mercato, utile alle aziende produttrici per mettersi in contatto con i consumatori tramite il web e le altre reti commerciali. Purtroppo le cose non vanno altrettanto bene per i possessori di lauree umanistiche, dei quali il 29,3% soltanto riesce ad ottenere un impiego. Inoltre, i laureati in facoltà come Filosofia, Lettere e Psicologia attendono mediamente due anni prima di essere immessi nel mondo del lavoro, contro i circa tre mesi di attesa di un laureato in medicina o in ingegneria.

Ad ogni modo consiglia Cristina Pasqualini, docente di Metodologia delle scienze sociali all’Università Cattolica di Milano, che convenga comunque, al momento dell’immatricolazione, optare per una scelta ponderata che tenga presente delle attitudini personali dello studente, del suo obiettivo, e di fare molto bene e nei giusti tempi, “in questo senso il lavoro in Italia paga ancora“. Diventa necessario, aggiunge la dottoressa, soprattutto per i laureati in scienze umanistiche, essere in possesso di un percorso quanto più specializzato e qualificante in un determinato campo lavorativo: alla luce di questo, per alcuni percorsi formativi, diventa maggiormente performante l’aver conseguito un master dopo una laurea di primo livello, anziché una laurea specialistica che non offre una determinata specializzazione e ritarda ulteriormente l’immissione nel mondo del lavoro.

[Fonti: La Stampa, Almalaurea 2011]

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Cecilia De Luca